Rhizoctonia solani. Una patologia estiva.

Rhizoctonia solani. Una patologia estiva.

Arriva l’estate. Tra le patologie presenti in questo periodo dell’anno, si rende manifesta la Rhizoctonia solani (meglio conosciuta come Brown patch). Si tratta della forma estiva di Rhizoctonia .

Su tappeti erbosi mantenuti a basse altezze di taglio, chiazze circolari e/o di forma più irregolare si sviluppano rapidamente, fino ad arrivare a 1-2 m.; l’erba nell’area avvizzita è dapprima di colore verde porpora poi vira verso marrone chiaro; nei periodi caldo-umidi su tappeti erbosi a basse altezze di taglio la chiazza può presentare un bordo scuro o marrone grigio che prende il nome di anello di fumo.

Su tappeti erbosi mantenuti ad altezze di taglio più alte, si formano chiazze circolari di circa 15-30 cm di diametro; l’erba al centro della chiazza può risultare non colpita oppure può recuperare più rapidamente.

Il fungo sopravvive ai periodi sfavorevoli al suo sviluppo sotto forma di pseudosclerozi o di micelio nelle parti vegetative in decomposizione.

Può germinare a temperature comprese tra gli 8 e i 40°C, con un optimum di 28°C.

Che cosa fare per prevenire tale patologia? Senz’altro utilizzare concimi a lenta cessione bilanciati tipo TurFeed Pro Magic 25.0.15 o Nature Lab Maintenance 17.0.16 nella fase di preparazione all’estate e poi virare su fertilizzanti a lenta cessione tipo TurFeed Pro Doctor K 14.5.25 o Nature Lab Long Time 15.5.22 che insieme al rilascio programmato presentino anche una minima quantità di Fosforo atta all’aiuto nel controllo della malattia.

Naturalmente anche la dose di Potassio deve essere mantenuta alta per coadiuvare nello sviluppo delle radici.

La forma migliore di prevenzione è comunque quella d’impiegare miscele contenenti varietà resistenti come quelle contenute all’interno del Blue Country o del Blue Shadow. A tal proposito cultivars come Dynamic II, Endeavor II, Gazelle II o RainDance rappresentano la summa nei confronti del controllo della patologia. Si tratta, infatti, di varietà naturalmente endofizzate che insieme all’aspetto di difesa appena citato, manifestano anche una grande resistenza alla siccità, al caldo ed al calpestio.

In relazione a quanto indicato dal PAN, per l’impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari, Tempoverde ha sviluppato una serie di bioattivati tipo MicoLeaf e MicoTouch per circoscrivere e prevenire ulteriormente il problema. L’impiego combinato con batteri PGPR (MicoPlus) ed attivatori organici (TurFeed Pro Biocarb 3.0.5) rende l’effetto ancora più manifesto e duraturo.

Dal punto di vista agronomico la presenza eccessiva di feltro può essere una causa di facile sviluppo della Rhizoctonia solani, così come il mantenimento di eccessivi livelli di umidità (soprattutto a livello superficiale) fanno proliferare rapidamente la malattia.

Esistono dei formulati di sintesi efficaci per la cura che possono essere utilizzati in relazione alle disposizioni del PAN e per i quali si rimanda alla lettura dell’etichetta, della scheda di sicurezza e a quanto emanato a livello regionale per le zone di competenza.

I prati fioriti. Tripudio di colori e profumi.

I prati fioriti. Tripudio di colori e profumi.

Che cos’è un prato fiorito?

Il prato fiorito può rappresentare un’ottima alternativa al classico tappeto erboso. Chi ama le campagne in fiore può pensare di allestire un prato ad hoc, ricco di colori e profumi.

In dettaglio, si tratta di un miscuglio di semi di diverse specie da fiore. Le miscele più corrette per la coltivazione di un prato fiorito prevedono un mix di semi di diverse specie spontanee, che possono essere di tipo annuale, biennale (o pluriannuale) e perenne. Ne sono un esempio il fiordaliso, il papavero, la salvia dei prati, ecc. Queste specie sono in grado di dare fioriture in tempi diversi così da regalare una grande quantità di paesaggi unici.

Per facilitare l’impianto e la cura di questi fiori di campo, Tempoverde ha preparato una piccola guida con alcuni semplici concetti di riferimento per la semina e la manutenzione che sono la valutazione del terreno, la presenza d’infestanti, la preparazione del terreno, la semina e la manutenzione.

Analizziamo passo dopo passo questi 5 punti.

Valutazione del terreno: la scelta del sito d’insediamento e le sue caratteristiche pedologiche sono elementi fondamentali per la scelta della corretta miscela da impiantare. Parametri fondamentali da tenere in considerazione sono la tessitura e la struttura del terreno, così come le sue principali caratteristiche chimiche (pH, CSC, ecc.). Anche elementi quali esposizione, ombra, pendenza, ecc., vanno presi in considerazione nella formulazione tecnica del miscuglio da utilizzare.

Presenza d’infestanti: essenze ad andamento prostrato e/o a rosetta con organi di propagazione vegetativa (Cynodon dactylon, Equisetum spp. Convolvolus spp., ecc.) sono elementi di importante disturbo per l’impianto dei prati fioriti. Occorre quindi intervenire preventivamente con specifici diserbanti a largo spettro ad azione non residuale (glyphosate, ove ammesso, o acido pelargonico), probabilmente con più trattamenti. La tecnica della falsa semina è senz’altro un’operazione assai efficace nel diminuire in maniera importante la banca semi delle infestanti naturalmente presenti nel terreno e competitrici nei confronti dei prati fioriti.

Preparazione del terreno: deve essere fatta in maniera superficiale, affinando il terreno in maniera adeguata per permettere l’emergenza anche dei semi più piccoli. L’applicazione di fertilizzanti di fondo è corretta in caso di terreni poco fertili e ricchi di scheletro correggendo le carenze strutturali con prodotti della linea Tempoverde a dosaggi contenuti (Gro-Power e/o Nature Lab). Tuttavia occorre evitare un eccesso di fertilità in quanto eccessive spinte vegetative porterebbero a sviluppi smodati della parte aerea a scapito delle fioriture.

Semina: la quantità di seme fornita dal produttore deve essere rispettata per gli stessi motivi sopra esposti. Le quantità di semina più alte andranno prese in considerazione nei siti più difficili e poveri. Comunque in ogni caso non si devono interrare i semi troppo in profondità, pena la mancata germinazione degli stessi (non oltre 1 cm). I Prati fioriti possono essere seminati in primavera o in autunno. Con una semina primaverile, le prime fioriture avverranno in estate grazie alle specie annuali; con una semina autunnale la comparsa dei primi fiori sarà nella primavera successiva. E’ comunque preferibile una semina autunnale.

Irrigazione: è necessario mantenere umido il terreno dopo la semina fino all’emergenza delle piante dopodiché non è più richiesto alcun apporto irriguo. Un’eventuale irrigazione di soccorso può essere presa in considerazione dopo prolungati periodi di siccità.

Manutenzione: in fase di manutenzione i prati fioriti si avvantaggiano di apporti azotati mirati anche in un’unica soluzione/anno (10-15 g/m2 Gro-Power Premium 10.2.5) da somministrare nel periodo autunnale. Dopo la fioritura estiva, in autunno inoltrato, occorre operare uno sfalcio di pulizia senza raccolta dei residui (taglio mulching) ad un’altezza di circa 12-20 cm al fine di permettere il naturale disseminamento delle specie annuali.

Tempoverde ha sviluppato una linea completa di miscele fiorite che spaziano da mix con un limitato sviluppo in altezza (Universel) a elementi di richiamo per gli insetti utili pronubi come le api (Naturel), da composizioni composte da essenze annuali e perenni (Rustiques e Fleurs des Champs) a fioritura adatta anche in condizioni disagevoli (Ombrages).

Per ogni esigenza, la pronta risposta Tempoverde!

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