Ottobre. Un Ottimo Mese Per Le Semine

Ottobre. Un Ottimo Mese Per Le Semine

Nel mese di settembre molti professionisti del verde hanno eseguito lavori di semina e trasemina sui prati danneggiati dal caldo e dalla siccità estiva per ripristinare lo stato di salute dell’erba. Sicuramente le alte temperature notturne e la scarsità delle piogge in molte regioni d’Italia hanno reso difficili questi interventi. Ecco perché le semine e le trasemine di ottobre rimangono ancora importanti interventi di manutenzione ordinaria. In questo mese infatti è possibile incrementare notevolmente la qualità generale del tappeto erboso migliorandone la densità e lo stato di salute sfruttando al meglio le ottime condizioni climatiche. Le piogge autunnali e l’umidità del suolo sono generalmente preferibili in questo periodo dell’anno, inoltre si elimina completamente la competizione delle infestanti estive, quelle più aggressive per intenderci. Con molta probabilità nasceranno altre infestanti tipiche del periodo autunnale che però non costituiscono un grosso problema in quanto tendenzialmente sono di ciclo annuale e scompariranno con i tagli nel mese di marzo e aprile, oppure potranno essere eliminate facilmente con diserbi ad hoc.

Come si fa una trasemina?

La pratica della trasemina o rigenerazione consiste semplicemente nella distribuzione di semi su un prato esistente. Sapere come farlo correttamente è la chiave del successo. Sicuramente in questo periodo fresco, in cui le temperature del terreno sono troppo basse per una veloce e perfetta germinazione della Festuca arundinacea e della Poa pratensis, sono da preferire miscele a base di Lolium perenne. La competizione tra il tappeto erboso esistente, i semi e le loro giovani plantule è importante: in questo caso il Lolium perenne grazie alla sua capacità di emergere con alta velocità potrà andare ad intercettare la luce il prima possibile ed accestire e fortificarsi in un tempo abbastanza breve. L’effetto scenico sarà garantito: a due settimane dalla trasemina il manto erboso danneggiato o semplicemente diradato, riprenderà un’ottima densità e copertura verde.

E le nuove semine?

Nel caso invece di nuove semine, ottobre è ancora un ottimo mese per seminare la miscela desiderata in funzione dell’utilizzo funzionale del tappeto erboso da creare (parco, giardino, area sportiva) senza pensare troppo alle condizioni metereologiche. Tutte le specie microterme usate saranno in grado di colonizzare piano piano il terreno arrivando per esempio nel nord Italia, dove le temperature sono più fredde che nel sud, anche a poter eseguire 4 o 5 tagli prima del riposo vegetativo invernale. Il prato potrà così accestire e infittirsi. Se supportato da buone concimazioni si otterranno ottimi risultati sia in termini di copertura verde sia in termini di corretto rapporto di sviluppo tra le varie specie presenti nelle miscele usata per la semina.

Quali miscele preferire per le trasemine…

Per questi motivi nel mese di ottobre consigliamo l’utilizzo di miscele ricche di Lolium prenne per le vostre trasemine potendo scegliere tra i nostri prodotti della linea Blue come Blue Overseeding, Blue Rigenerazione e Blue Club, e i prodotti delle altre due linee come Light Garden, Light Revival Mix, Light Wintergreen Mix e Speedy.

…e quali per le nuove semine.

Per le vostre nuove semine, invece, le nostre tre linee saranno in grado di offrirvi il giusto prodotto per le vostre esigenze: abbiamo miscele tecniche con nuove varietà di ultimissima generazione adatte a tutte le vostre esigenze sia che si tratti di un giardino ricreativo o un prato sportivo, al sole o all’ombra, di alta o media manutenzione. Potrete quindi scegliere tra miscele a base di Festuca arundinacea come Blue Country TWCA, Blue Shadow, Light Riviera, Light Park e Sunny. Oppure tra miscele con Festuche fini come Light Space e Advance. Oppure scegliere la bellezza e l’alta densità della poa come Blue Alliance III e Blue Stadio. E allora buona nuova semina o trasemina a tutti!

L’importanza Della Nutrizione Del Tappeto Erboso Dopo Il Primo Taglio

L’importanza Della Nutrizione Del Tappeto Erboso Dopo Il Primo Taglio

Per una corretta emergenza delle giovani plantule da tappeto erboso, sia dopo una trasemina sia dopo una nuova semina, è necessario apportare fertilizzanti specifici con un’alta titolazione di fosforo. Questa operazione è molto importante e tendenzialmente tutti i professionisti del verde non rinunciano alla concimazione denominata starter (per esempio Nature Lab Starter 16-22-10 e TurFeed Newlife 17-22-10). Il fosforo disponibile nella soluzione circolante viene assorbito dalle giovani plantule dove favorirà lo sviluppo delle radici e l’affrancamento del nuovo apparato radicale. Nel contempo tutti gli elementi nutritivi naturalmente presenti nel seme aiuteranno lo sviluppo corretto e veloce della giovane pianta verde verso l’alto e verso la luce per poter iniziare da subito i processi fotosintetici.

 

Cosa accade al prato dopo il primo taglio?

Con le buone temperature del terreno nei mesi di settembre e ottobre, questi processi fisiologici sono molto veloci: le giovani piantine si svilupperanno e raggiungeranno dopo una-due settimane i primi cm di altezza e il prato inizierà a coprire il terreno. Quando dopo pochi giorni il tappeto erboso avrà raggiunto come media i 6-7 cm di altezza si potrà iniziare ad affrontare il primo taglio, con altezze variabili tra i 4-5 cm e con asportazione dei residui. Da qui a 1 mese il prato sarà sottoposto a tagli settimanali sino ad assumere una condizione di maturità quando tutti i semi saranno ben radicati e ogni piantina avrà emesso almeno 3 foglie. Dopo il primo taglio quindi il tappeto erboso sarà stimolato ad accestire formando nuovi culmi e nuove foglie. Più regolari saranno i tagli e più veloce sarà il raggiungimento della massima densità fogliare.

 

Azoto a lenta cessione, il vostro alleato.

Le graminacee microterme in questa fase di attiva crescita vegetativa richiedono importanti quantità di azoto che spesso sono maggiori di quelle apportate con il fertilizzante starter. Ecco perché risulta di fondamentale importanza integrare da subito questo elemento plastico indispensabile per la costruzione dei nuovi tessuti verdi. Una fertilizzazione ricca di azoto nella fase immediatamente successiva al primo taglio (e quindi immediatamente successiva al primo stimolo di accestimento e moltiplicazione dei culmi) supporterà correttamente il veloce sviluppo del tappeto erboso. Per questi motivi diventa fondamentale la scelta di un fertilizzante con un alto titolo di azoto totale ed un apporto bilanciato tra le varie forme di azoto in esso contenute. Inoltre il fertilizzante dovrà avere una tecnologia che gli permetta di cedere i nutrienti in modo regolare senza essere dilavati dall’acqua di irrigazione o dalle abbondanti precipitazioni piovose tipiche delle lunghe perturbazioni di ottobre. Le nostre due linee di fertilizzanti TurFeed Pro e Nature Lab contengono specifici prodotti studiati appositamente per questo importante compito: Sport 28-5-10, Speedball 24-5-10, Magic 25-0-15, Golden Golf 22-5-8, Growth 19-5-10 e Universal 15-5-10.

Idrosemina. Tecniche, Vantaggi, Soluzioni.

Idrosemina. Tecniche, Vantaggi, Soluzioni.

L’idrosemina consiste nell’irrorare a pressione sulla superficie del terreno, attraverso apposite macchine, seme mescolato ad acqua, materiali consolidanti, collanti e concimi.

Il principale vantaggio di questa procedura consiste nel poter seminare scarpate e pendii difficilmente raggiungibili e lavorabili, trovando pertanto largo impiego nell’inerbimento di piste da sci, cave, scarpate stradali, aree soggette ad erosione superficiali, smottamenti, ecc.

Per ottenere un risultato soddisfacente, oltre che operare nei periodi più opportuni per la semina e per la germinazione delle plantule, è fondamentale scegliere i giusti materiali che devono adattarsi a seconda della specificità delle condizioni e del sito sul quale si andrà ad operare.

PRIMA FASE: SCEGLIERE IL GIUSTO MISCUGLIO

Il primo importante step è la scelta del miscuglio di semente da impiegare. In questa fase dobbiamo analizzare in primo luogo le condizioni climatiche, pedologiche ed ambientali in cui dovremo eseguire il lavoro; dobbiamo accertare se avremo a disposizione un impianto di irrigazione, la disponibilità di acqua nei periodi critici, nonché la funzione che avrà il nostro prato una volta insediato (funzione ornamentale, tecnica, ecc.).

Qualora dovessimo inerbire scarpate presenti all’interno di proprietà che pertanto devono ottemperare anche a funzioni ornamentali, molto interessante è l’utilizzo di miscele contenenti Festuca ovina che forma un inerbimento persistente e compatto, caratterizzato da tessitura fogliare finissima, crescita verticale ridotta al minimo e fabbisogni nutritivi ed irrigui bassissimi. Le necessità manutentive di questa specie sono molto ridotte (1 o 2 tagli all’anno). A riguardo Tempoverde propone Blue Technical GT, miscuglio tollerante al glyphosate formato dal 55% di Festuca ovina “Soil guard”, dal 15% di Festuca rubra commutata, dal 25% di Festuca rubra trichophylla e dal 5% di Lolium perenne.

Qualora viceversa avessimo la necessità di eseguire un inerbimento esclusivamente tecnico con fini di recupero ambientale, la scelta del seme dovrà essere eseguita sulla base di una accurata analisi della composizione floristica del sito di intervento. Generalmente, in questo caso i miscugli saranno formati da un numero consistente di specie sia graminacee che leguminose e che una volta germinate, a seconda delle specifiche condizioni, andranno a formare una comunità vegetale stabile con il dominio di alcune specie su altre. In altri termini alcune specie avranno un rendimento migliore nello sfruttare le disponibilità di acqua, elementi nutritivi, luce e spazio, di conseguenza, col tempo, avranno giocoforza il sopravvento su altre che tenderanno a scomparire o ad essere presenti sporadicamente.

Anche in questo caso Tempoverde ha a disposizione un proprio miscuglio (Scarpate e argini) molto completo e polivalente, ma all’occorrenza è in grado di offrire assistenza tecnica per creare miscugli che si adattino alla specifità della situazione ed alla richiesta del cliente.

SECONDA FASE: FISSARE IL SEME AL SUOLO

Il secondo importante step riguarda la scelta dei materiali dei prodotti per il fissaggio del seme al suolo.

Senza questi fondamentali “ingredienti”, in particolare in condizione di forte pendenza, il seme da solo non riuscirebbe a rimanere “aggrappato” alla scarpata con l’effetto di non ottenere un uniforme inerbimento del sito oggetto di intervento.

Tra questi ingredienti di fissaggio rivestono particolare importanza i materiali pacciamanti che sono generalmente composti in fibre naturali di diversa natura e consentono di creare un guscio protettivo formando un’emulsione omogenea con la semente e i fertilizzanti. Tale guscio crea un microclima favorevole per l’ottimale germinazione e permette di tenere sotto controllo l’erosione durante le fasi di crescita della vegetazione.

Per le scarpate più dolci si può utilizzare un mulch composto esclusivamente da fibre di cellulosa, mentre per pendenze più importanti è possibile orientarsi su pacciamanti composti da fibre di paglia o da fibre di legno.

È interessante evidenziare che, mentre il mulch composto da fibre di legno (Mat-fiber) forma un’armatura funzionale più tenace, il mulch composto da fibre derivate dalla paglia trattata termicamente e tagliata alla giusta lunghezza migliora la velocità e uniformità di germinazione ed impianto (Hydro Straw).

Per le pendenze più severe è possibile optare per un’ulteriore categoria di prodotti realizzati con matrice di fibre legate e biopolimeri che, distribuite a doppio passaggio, dopo una breve essiccazione, si legano tra loro formando una stuoia protettiva in grado di resistere alle avverse condizione atmosferiche e fissare il terreno e la semente molto tenacemente (Soil Guard).

TERZA FASE: AGGIUNGERE IL COLLANTE

Per migliorare ulteriormente le performance di questi prodotti è opportuno inoltre addizionare alla miscela da idroseminare la colla, un materiale quasi sempre di origine sintetica che stabilizza e blocca il materiale di copertura che abbiamo descritto precedentemente (mulch). Una colla da idrosemina di buona qualità non deve otturare gli ugelli e i tubi della macchina da idrosemina, non deve interferire con la germinazione dei semi e deve amalgamarsi bene con gli ulteriori componenti presenti nel serbatoio. Il consiglio, per evitare la formazione di fastidiosi grumi, è quello di versare nel serbatoio il collante poco alla volta continuando a mescolare bene la miscela attivando gli agitatori della macchina fino a poco tempo prima dell’effettiva distribuzione.

QUARTA FASE: AIUTARE LA FERTILITÀ DEL SUBSTRATO

Con l’intento di aumentare la fertilità del substrato ed accelerare l’insediamento del cotico erboso, si suggerisce infine di aggiungere nel serbatoio fertilizzanti organici o organominerali (NL Habitat 4.0.8 oppure NL Naturale 12.6.8).

In fine, è possibile utilizzare, congiuntamente ai prodotti precedentemente indicati, inoculi a base di batteri PGPR e funghi detti micorrizici che creano associazioni simbiotiche con le radici delle piante seminate e favoriscono l’incremento dello sviluppo dell’apparato radicale oltre a migliorare la resistenza agli attacchi dei patogeni ed agli stress idrici (Soil Power).

Preparati alla Ripresa Vegetativa

Preparati alla Ripresa Vegetativa

L’estate mette a dura prova i nostri tappeti erbosi, il caldo estremo, la siccità e gli attacchi fungini possono compromettere la sua qualità. Settembre e ottobre sono i mesi ideali per rigenerare al meglio il tappeto erboso sfruttando le temperature notturne più miti che favoriscono la ripresa vegetativa dell’erba con la formazione in quantità di nuovi germogli e approfondimento degli apparati radicali che risultano molto stressati dai caldi estivi. Può capitare quindi che sia necessario effettuare dei rinfoltimenti della vegetazione con delle trasemine.

Quale miscela usare?

Anche se in linea generale la Festuca arundinacea non ha le veloci caratteristiche di aggressività tipiche del Lolium perenne in caso di semina o trasemina, con le ottime temperature del terreno nel mese di settembre è possibile traseminare i tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea con la stessa specie utilizzando invece il lolium perenne per trasemine su prati a foglia fine. Sarà possibile quindi utilizzare Blue Country o Riviera per trasemine su tappeti erbosi diradati a base di Festuca arundinacea, e usare invece Blue Club, Blue Overseeding, Speedy o Garden per trasemine su tappeti erbosi diradati a base di Lolium perenne, Poa pratense e Festuca rubra. Se invece le trasemine su tappeti erbosi a base di Festuca saranno effettuate nel mese di ottobre, sarà necessario utilizzare miscele a base di Lolium perenne che permette una rapida chiusura del manto erboso anche con temperature dell’aria e del suolo più fredde impedendo lo sviluppo alle infestanti autunno – primaverili prossime alla germinazione con l’imminente cambio di stagione.

Consigli preziosi per la trasemina

La trasemina deve sempre essere eseguita dopo un taglio basso, un leggero verticut incrociato e coperta preferibilmente con 2-3 mm di sabbia silicea o terriccio specifico per tappeti erbosi. In caso di terreni poveri di sostanza organica, stanchi e compattati è necessario apportare Humus stabile intervenendo con i prodotti GroPower. Per una corretta emergenza delle giovani plantule è necessario apportare fertilizzanti specifici con un’alta titolazione di fosforo come per esempio Starter 16-22-10 della linea Naturelab o Newlife 17-22-10 della linea Turfeed. Dopo circa 4 settimane dalla semina sarà necessario intervenire con una fertilizzazione di supporto utilizzando titolazioni studiate per una corretta spinta vegetativa come per esempio Speedball 24-5-10, Magic 25-0-15, Growth 19-5-10 e Golden Golf 22-5-8.

Gray Leaf Spot: tutto quello che devi sapere

Gray Leaf Spot: tutto quello che devi sapere

Gray Leaf Spot, una patologia primaverile-estiva che mette a rischio i nostri tappeti erbosi

La Gray Leaf Spot è una malattia causata dal fungo patogeno Pyricularia grisea ed è di recente diffusione in Europa. Mentre in anni passati si erano registrati casi sporadici, oggi il patogeno si sta manifestando più spesso e più aggressivo. La patologia riguarda principalmente il Lolium perenne per il quale in certi casi si è dimostrata molto degenerativa. In Italia è una malattia tipicamente primaverile-estiva e il fungo può raggiungere livelli epidemici importanti in corrispondenza di temperature (26-32°C) e umidità elevata. Sulle lamine fogliari sono facilmente riconoscibili delle piccole necrosi grigie (da qui il nome della crittogama) circondate da un alone marrone. Quando queste necrosi prendono il sopravvento sui tessuti fogliari, quest’ultimi degradano completamente. In tal senso la malattia richiama altri fenomeni patologici legati al cosiddetto gruppo delle elmintosporiosi che però sono associabili a chiazze centralmente scure e con contorno più spesso o assente.

Come agisce la patologia

Per gli impianti sportivi o per i tappeti erbosi ricreativi ad alto contenuto di Lolium perenne, il problema riguarda quindi la fase estiva e il periodo delle trasemine di tarda estate. Poiché la malattia si sviluppa sull’apparato epigeo della pianta, le necrosi, riducendo l’integrità della lamina fogliare e quindi il processo fotosintetico, possono provocare forti perdite di soluzione idrica dalla pianta, che a causa di questo stress, può dissecarsi completamente e morire. Per il ciclo riproduttivo di Pyricularia grisea è importante la quantità di feltro presente ma è noto che nel caso dell’ospite italiano Lolium perenne, il problema del feltro non sussiste in quanto la specie notoriamente cespitosa ne produce pochissimo. Per questo motivo il fungo sverna nelle parti basali della pianta. Con gli innalzamenti termici inizia l’infezione attiva ad opera di conidi portati su particolari strutture e aventi la forma di pera (da qui il nome pericularia). Con l’aumentare delle temperature l’infezione si aggrava aumentando la sua epidemiologia nei mesi di luglio e agosto.

 

Come intervenire

La rimozione della rugiada mattutina mediante irrigazione leggera (syringing) o il passaggio di un’asta per togliere le goccioline (poling) aiuterà a dissipare i fluidi di guttazione fogliare, che sono ricchi di sostanze nutritive e forniscono al fungo un substrato di crescita ideale. Il Piano d’Azione Nazionale ha ridotto di molto il numero di prodotti fungicidi registrati per tappeti erbosi. La malattia è controllata da Strobiruline e IBS inibitori biosintesi steroli (Propiconazolo e Tebuconazolo). Ampia ricerca è stata condotta nella prevenzione biologica del fungo utilizzando soprattutto batteri di bio-controllo come per esempio il Bacillus subtilis e Bacillus amyloliquefaciens. Per questo motivo Tempoverde consiglia il suo prodotto specifico MicoLeaf studiato appositamente per creare il substrato ideale per lo sviluppo di questi batteri: Bacillus subtilis e Bacillus amyloliquefaciens, oltre a resistere alle alte temperature estive, sono in grado di penetrare nei tessuti del tappeto erboso e svolgere un’azione di bio-controllo nei confronti delle principali patologie estive del prato. Tra le microterme il Lolium perenne è il più sensibile ma fortunatamente la ricerca genetica è riuscita a produrre materiali migliorati e tolleranti il patogeno classificati GLR e cioè Gray Leaf Spot Resistant. Per questo motivo Tempoverde consiglia le sue nuove cultivar di Lolium perenne Paragon GLR, Gray Fox e Pizzazz 2 GLR che assieme ai già conosciuti Silver Dollar e Carleve rappresentano la massima tolleranza genetica a questa patologia presente oggi sul mercato.

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