I Loietti Diploidi e Tetraploidi

I Loietti Diploidi e Tetraploidi

Il Lolium perenne o Loietto è una graminacea microterma appartenente alla famiglia delle Poacee comunemente utilizzata per la costituzione dei tappeti erbosi. È un’essenza cespitosa con foglia a lamina media molto apprezzata per la rapidità di insediamento e la resistenza al calpestio ed all’usura. Generalmente viene utilizzata nelle semine per la costituzione dei prati ornamentali in consociazione con Poa pratensis e Festuche proprio per garantire una maggior velocità di germinazione e fungere da pianta “nurse” per favorire l’impianto delle altre due specie senza entrare in competizione con quest’ultime. Per la realizzazione dei campi da calcio e da golf (Fairway) viene impiegato in consociazione con la Poa pratensis, anche in questo caso per incrementare la velocità nella colonizzazione del suolo e creare competitività nei confronti delle infestanti. Viene inoltre utilizzata nelle risemine, nelle rigenerazioni dei campi di calcio e nei ripristini di tutti i tappeti erbosi lesionati o radi.

 

I loietti diploidi.

La maggior parte delle varietà di loietti utilizzati per la realizzazione dei tappeti erbosi sono diploidi, ossia presentano nelle cellule somatiche, come per la maggior parte degli organismi viventi (uomo compreso), due coppie per ogni cromosoma che provengono per metà da un genitore e per l’altra metà dall’altro (cromosomi omologhi). I Loietti diploidi danno ottime performance se seminati con temperature miti, in marzo/aprile – fine agosto/settembre, sono molto apprezzati ed hanno raggiunto caratteristiche estetiche e tecniche notevoli.

Tempoverde ha a disposizione un vasto portafoglio varietale di Loietti perenni diploide tra questi  spiccano alcune ottime cultivar come Paragon GLR, Gray Fox, Vantage e Silver Dollar che risultano ai vertici delle prove NTEP (National Turf Evaluation Program, USA) per svariate caratteristiche tra le quali velocità d’insediamento, persistenza, calpestabilità, densità, resistenza alle patologie, ecc.

 

I loietti tetraploidi.

Oltre ai loietti perenni diploidi, esistono i loietti tetraploidi, ossia che presentano il raddoppio del normale numero di cromosomi. In altri termini in tali loietti si riscontra la presenza nel nucleo cellulare di quattro assetti cromosomici completi. Gli individui tetraploidi, oltre che comparire spontaneamente in natura, possono anche essere generati in laboratorio alterando il meccanismo di divisione cellulare (mitosi) in modo da inibire la migrazione dei cromosomi ai poli e così determinando la formazione di un nucleo tetraploide (4n). Una caratteristica importante ed utile nella creazione e manutenzione dei tappeti erbosi è che le cellule dei Loietti tetraploidi, proprio per l’alterazione del processo nella divisione cellulare, presentano oltre che il doppio corredo cromosomico anche un doppio cloroplasto, un organulo della cellula vegetale che contiene clorofilla ed all’interno del quale avviene il processo di fotosintesi che converte l’energia luminosa in energia chimica. In termini semplici, nelle piante tetraploidi è presente una maggior quantità di clorofilla che determina una maggior efficienza nell’assorbimento della luce e nella trasformazione dell’energia chimica utilizzata dalla pianta stessa per la crescita. Il risultato di questa maggior efficienza, associata alla presenza di cellule con dimensioni maggiori che riescono ad immagazzinare più riserve nutritive, si traduce nell’ottenere piante più robuste, con una maggior rapidità di insediamento, elevata massa radicale, maggior tolleranza agli stress e capacità di recupero.

La caratteristica più interessante dei Loietti tetraploidi è la capacità dei semi di germinare molto rapidamente in condizioni di temperatura impensabili per i loietti diploidi ed anche inferiori ai 6° C.

Questa peculiarità li rende perfetti per le rigenerazioni e le trasemine autunnali.

Tempoverde ha a disposizione due varietà di Loietto tetraploide: Lolium perenne “POMPOSO” e Lolium perenne “TETRASPORT”, che oltre alle caratteristiche tipiche dei loietti tetraploidi, garantiscono buoni risultati estetici durante tutto l’inverno, eccellente resistenza alle principali patologie, buona resistenza agli sbalzi termici ed eccellenti performance durante l’inverno ed in condizioni estreme.

Tempoverde utilizza i suoi Loietti tetraploidi per due miscele della linea LIGHT:

WINTERGREEN MIX un blend di loietti diploidi e tetraploidi adatto a tutte le semine ed alle trasemine in condizioni di bassa temperatura.

Il Lolium perenne tetraploide al 40% consente germinazioni rapide con temperature inferiori ai 10 °C, mentre il Lolium perenne diploide assicura longevità e densità nel lungo periodo. Ideale per trasemine di divots sui fairways ed ogni altro tipo di trasemina localizzata su campi sportivi o giardini, dove sia necessaria pronta copertura.

 

REVIVAL MIX è una miscela di Lolilum perenne tetraploide, Lolium perenne diploide e Lolium multiflorum adatta a germinare rapidamente anche con temperature che si avvicinano allo 0° C.

Il Lolium multiflorum ed il loietto tetraploide germinano in pochi giorni garantendo rapida copertura vegetale e dopo i primi tagli rasi lasceranno spazio al Lolium perenne che viceversa assicura tutte le caratteristiche ampiamente apprezzate e conosciute quali la longevità, la resistenza al calpestio, ecc.

Scopriamo l’Agrostis Stolonifera

Scopriamo l’Agrostis Stolonifera

L’Agrostis Stolonifera è una microterma perenne appartenente alla famiglia delle Poaceae che colonizza il terreno tramite stoloni striscianti e che si sviluppa per accestimento. Se lasciata crescere liberamente senza essere tagliata può raggiungere un’altezza di circa 1 mt. Il range di temperatura entro il quale la pianta si sviluppa è compreso i 16 ed i 24°C.

I punti di forza

Sebbene le agrostidi possano essere utilizzate anche per la formazione di tappeti erbosi ornamentali di grande pregio, risultano essere prevalentemente e largamente impiegate nei percorsi golfistici proprio per le sue peculiari caratteristiche morfologiche e fisiologiche.

La capacità di formare numerosi culmi laterali a portamento prostrato, lo sviluppo di getti laterali che consentono un rapido recupero vegetativo in seguito ad un danno subito dalla caduta della pallina (pitch mark), la formazione delle caratteristiche foglie molto fini che costituiscono dei tappeti erbosi particolarmente densi, nonché la capacità di tollerare tagli molto frequenti a circa 2-6 mm di altezza, rendono la agrostide la specie da green per antonomasia. Le medesime caratteristiche, associate anche ad una buona resistenza alle patologie fungine, la definiscono altresì (anche se meno utilizzata in Italia per questo scopo) come una delle migliori soluzioni anche per la realizzazione dei fairway e dei tees.

I punti deboli

I punti deboli delle agrostidi rispetto ad altre specie sono viceversa una maggior sensibilità al Pythium bligt, nonché la tendenza, data la vigoria degli ibridi moderni, di produrre feltro che però può essere controllato tramite adeguate operazioni agronomiche (spazzolatura, verticut, top dressing ecc.) ed una corretta gestione della concimazione Azotata.

Si consideri a riguardo che a seconda delle condizioni (calpestio, tipologia del substrato, ecc.) l’apporto di Azoto non deve superare le 80-140 unità annue per le nuove varietà (Penn A4, Pure Distinction, ecc.,) mentre le varietà più vecchie (Penncross, L-93, ecc.) necessitano maggior quantità di apporti e prossimi alle 200 unità annue.

Il falso mito sull’irrigazione

Per quanto riguarda l’irrigazione, le agrostidi rispetto ad altre specie tipicamente utilizzate per la realizzazione di tappeti erbosi, sono considerate a torto tra le più esigenti e che meno tollerano carenze idriche in particolare in condizioni di taglio basso. Se questo può essere vero per alcune varietà caratterizzate da apparato radicale corto e poco fascicolato, non è assolutamente vero per altre varietà che si caratterizzano per resistenza alla siccità ed al caldo superiori a tutte le altre specie micro-terme e che sono in grado di riparare con la dormienza le condizioni più estreme, assicurando così la sopravvivenza del manto erboso esistente. Sui social media e nei commenti delle associazioni di Superintendents si trova testimonianza dei moltissimi casi sui fairways, sui tees e sui greens pushed-up dove tale comportamento è stato verificato.

Il miglioramento genetico

Negli ultimi anni l’intenso lavoro effettuato di miglioramento genetico e di selezione ha consentito di ottenere numerose varietà dotate di portamento e caratteristiche diversificate e che pertanto si prestano ad impieghi differenti e che sono notevolmente evolute rispetto alle prime Agrostis selezionate dalle piante selvatiche.

In particolare il lavoro dei breeder negli ultimi anni si è orientato ad ottenere:

1) Aumento della densità del tappeto erboso tramite la capacità della pianta di creare un maggior numero di culmi per decimetro quadrato

2) Capacità di sopportare tagli molto bassi

3) Riduzione della formazione di feltro

5) Formazioni di stoloni aderenti al terreno

6) Resistenza alle malattie fungine

7) Resistenza al calpestio

8) Velocità di impianto, di colonizzazione e di recupero del divot e del pitch mark

9) tessitura, colore e caratteristiche estetiche

10) resistenza al caldo, al freddo, alla siccità

11) esigenze nutritive ridotte per il mantenimento della copertura uniforme e riduzione di interventi meccanici di verticut o grooming

 

Le varietà Tempoverde

Una tra le prime cultivar ad essere commercializzata e che ha avuto diffusione globale subito dopo essere introdotta nel mercato, è Penncross, ibrido di tre cloni selezionato nel 1954 dalla Pennsylvania State University.

Una varietà che Tempoverde distribuisce in esclusiva da circa 35 anni, dalla colorazione verde medio scura, rapida nell’insediamento e piuttosto aggressiva nei confronti della Poa annua.

Penncross presenta ancora caratteristiche interessanti, quali per esempio una buona adattabilità alle diverse condizioni ambientali, buona resistenza al Dollar Spot ed una discreta capacità di recupero dopo il danno meccanico.

L’altezza di taglio ottimale è di 4-8 mm e la densità dei culmi potenziale è di circa 1.022 per dm quadrato.

Uno dei difetti di Pencross, superato dai moderni ibridi, è la caratteristica di formare propaggini vegetative non perfettamente aderenti al terreno e che tendono a svilupparsi verso la fonte luminosa o comunque in modo non uniforme e influenzate dalle condizioni ambientali che possono essere differenti all’interno di un medesimo green.

Tale fatto si traduce nell’avere un green meno giocabile, non perfettamente omogeneo e che crea ostacolo alla linearità del rotolamento della pallina.

Tra le moderne cultivar, oltre alle apprezzate serie A e G, particolarmente interessante e degna di nota è sicuramente Pure Distinction, una varietà di Tee2Green commercializzata in Italia in esclusiva da Tempoverde.

Si tratta di una tra le migliori varietà ad oggi disponibili sul mercato come dimostrato dalle prove NTEP (National Turf Evaluation Program, USA).

Derivata da Penncross, Penn A’s e Penn G’s è l’Agrostis ideale per la realizzazione dei green, caratterizzata da una colorazione verde brillante, con foglie molto fini e dense.

Forma oltre 3.000 culmi per dm2 e sopporta tagli frequenti e sotto i 2,5 mm di altezza. Molto aggressiva contro la Poa annua e dotata di ottima resistenza alle malattie ed al calpestio.

Ha una ottima capacità di recupero vegetativo, colonizzando velocemente i pitch marks e le zone prive di erba.

Una ulteriore varietà interessante di Tee2Green e disponibile esclusivamente in Tempoverde è Crystal Blue Links.

Una varietà che si presta ad essere impiegata per la realizzazione su tutte le superfici golf a taglio frequente. La colorazione è verde intenso, la crescita è verticale. Produce circa 2.500 culmi/dm2.

È molto rustica ed infatti i principali pregi di questa varietà sono l’ottima resistenza al Dollar Spot ed al Brown Patch, la scarsa produzione di feltro, la resistenza agli sbalzi termici nonché alla carenza idrica. In aree ombreggiate dove finora non esistevano specie in grado di prosperare, Crystal Blue Links è un grado di formare un tappeto erboso più’ che soddisfacente.

Secondo le prove NTEP è la più rapida nell’impianto e a colonizzare il terreno, di conseguenza presenta un’ottima velocità di recupero del divot.

Un’ulteriore varietà disponibile da pochissimo sul mercato italiano e che Tempoverde ha in esclusiva è Pure Select.

Di colore verde medio-scuro con crescita verticale, molto aggressiva contro la Poa annua e che secondo le prove NTEP nelle prove sui fairway, ha presentato la migliore densità e la tessitura più fine

Molto resistente a Brown Patch, Microdochium, Dollar Spot ed in particolare al Pythium Blight.

Non soffre gli sbalzi climatici e tollera ottimamente il calpestio. Presenta inoltre una tolleranza decisamente superiore, se confrontata con altre cultivar, alla salinità del terreno e dell’acqua di irrigazione.

Secondo le prove NTEP risulta essere una delle varietà più performanti a crescere in condizioni di scarsa illuminazione.

La ripresa vegetativa primaverile di Pure Select è veloce e la qualità del tappeto erboso che forma è eccezionale durante tutto l’anno.

Ottobre. Un Ottimo Mese Per Le Semine

Ottobre. Un Ottimo Mese Per Le Semine

Nel mese di settembre molti professionisti del verde hanno eseguito lavori di semina e trasemina sui prati danneggiati dal caldo e dalla siccità estiva per ripristinare lo stato di salute dell’erba. Sicuramente le alte temperature notturne e la scarsità delle piogge in molte regioni d’Italia hanno reso difficili questi interventi. Ecco perché le semine e le trasemine di ottobre rimangono ancora importanti interventi di manutenzione ordinaria. In questo mese infatti è possibile incrementare notevolmente la qualità generale del tappeto erboso migliorandone la densità e lo stato di salute sfruttando al meglio le ottime condizioni climatiche. Le piogge autunnali e l’umidità del suolo sono generalmente preferibili in questo periodo dell’anno, inoltre si elimina completamente la competizione delle infestanti estive, quelle più aggressive per intenderci. Con molta probabilità nasceranno altre infestanti tipiche del periodo autunnale che però non costituiscono un grosso problema in quanto tendenzialmente sono di ciclo annuale e scompariranno con i tagli nel mese di marzo e aprile, oppure potranno essere eliminate facilmente con diserbi ad hoc.

Come si fa una trasemina?

La pratica della trasemina o rigenerazione consiste semplicemente nella distribuzione di semi su un prato esistente. Sapere come farlo correttamente è la chiave del successo. Sicuramente in questo periodo fresco, in cui le temperature del terreno sono troppo basse per una veloce e perfetta germinazione della Festuca arundinacea e della Poa pratensis, sono da preferire miscele a base di Lolium perenne. La competizione tra il tappeto erboso esistente, i semi e le loro giovani plantule è importante: in questo caso il Lolium perenne grazie alla sua capacità di emergere con alta velocità potrà andare ad intercettare la luce il prima possibile ed accestire e fortificarsi in un tempo abbastanza breve. L’effetto scenico sarà garantito: a due settimane dalla trasemina il manto erboso danneggiato o semplicemente diradato, riprenderà un’ottima densità e copertura verde.

E le nuove semine?

Nel caso invece di nuove semine, ottobre è ancora un ottimo mese per seminare la miscela desiderata in funzione dell’utilizzo funzionale del tappeto erboso da creare (parco, giardino, area sportiva) senza pensare troppo alle condizioni metereologiche. Tutte le specie microterme usate saranno in grado di colonizzare piano piano il terreno arrivando per esempio nel nord Italia, dove le temperature sono più fredde che nel sud, anche a poter eseguire 4 o 5 tagli prima del riposo vegetativo invernale. Il prato potrà così accestire e infittirsi. Se supportato da buone concimazioni si otterranno ottimi risultati sia in termini di copertura verde sia in termini di corretto rapporto di sviluppo tra le varie specie presenti nelle miscele usata per la semina.

Quali miscele preferire per le trasemine…

Per questi motivi nel mese di ottobre consigliamo l’utilizzo di miscele ricche di Lolium prenne per le vostre trasemine potendo scegliere tra i nostri prodotti della linea Blue come Blue Overseeding, Blue Rigenerazione e Blue Club, e i prodotti delle altre due linee come Light Garden, Light Revival Mix, Light Wintergreen Mix e Speedy.

…e quali per le nuove semine.

Per le vostre nuove semine, invece, le nostre tre linee saranno in grado di offrirvi il giusto prodotto per le vostre esigenze: abbiamo miscele tecniche con nuove varietà di ultimissima generazione adatte a tutte le vostre esigenze sia che si tratti di un giardino ricreativo o un prato sportivo, al sole o all’ombra, di alta o media manutenzione. Potrete quindi scegliere tra miscele a base di Festuca arundinacea come Blue Country TWCA, Blue Shadow, Light Riviera, Light Park e Sunny. Oppure tra miscele con Festuche fini come Light Space e Advance. Oppure scegliere la bellezza e l’alta densità della poa come Blue Alliance III e Blue Stadio. E allora buona nuova semina o trasemina a tutti!

L’importanza Della Nutrizione Del Tappeto Erboso Dopo Il Primo Taglio

L’importanza Della Nutrizione Del Tappeto Erboso Dopo Il Primo Taglio

Per una corretta emergenza delle giovani plantule da tappeto erboso, sia dopo una trasemina sia dopo una nuova semina, è necessario apportare fertilizzanti specifici con un’alta titolazione di fosforo. Questa operazione è molto importante e tendenzialmente tutti i professionisti del verde non rinunciano alla concimazione denominata starter (per esempio Nature Lab Starter 16-22-10 e TurFeed Newlife 17-22-10). Il fosforo disponibile nella soluzione circolante viene assorbito dalle giovani plantule dove favorirà lo sviluppo delle radici e l’affrancamento del nuovo apparato radicale. Nel contempo tutti gli elementi nutritivi naturalmente presenti nel seme aiuteranno lo sviluppo corretto e veloce della giovane pianta verde verso l’alto e verso la luce per poter iniziare da subito i processi fotosintetici.

 

Cosa accade al prato dopo il primo taglio?

Con le buone temperature del terreno nei mesi di settembre e ottobre, questi processi fisiologici sono molto veloci: le giovani piantine si svilupperanno e raggiungeranno dopo una-due settimane i primi cm di altezza e il prato inizierà a coprire il terreno. Quando dopo pochi giorni il tappeto erboso avrà raggiunto come media i 6-7 cm di altezza si potrà iniziare ad affrontare il primo taglio, con altezze variabili tra i 4-5 cm e con asportazione dei residui. Da qui a 1 mese il prato sarà sottoposto a tagli settimanali sino ad assumere una condizione di maturità quando tutti i semi saranno ben radicati e ogni piantina avrà emesso almeno 3 foglie. Dopo il primo taglio quindi il tappeto erboso sarà stimolato ad accestire formando nuovi culmi e nuove foglie. Più regolari saranno i tagli e più veloce sarà il raggiungimento della massima densità fogliare.

 

Azoto a lenta cessione, il vostro alleato.

Le graminacee microterme in questa fase di attiva crescita vegetativa richiedono importanti quantità di azoto che spesso sono maggiori di quelle apportate con il fertilizzante starter. Ecco perché risulta di fondamentale importanza integrare da subito questo elemento plastico indispensabile per la costruzione dei nuovi tessuti verdi. Una fertilizzazione ricca di azoto nella fase immediatamente successiva al primo taglio (e quindi immediatamente successiva al primo stimolo di accestimento e moltiplicazione dei culmi) supporterà correttamente il veloce sviluppo del tappeto erboso. Per questi motivi diventa fondamentale la scelta di un fertilizzante con un alto titolo di azoto totale ed un apporto bilanciato tra le varie forme di azoto in esso contenute. Inoltre il fertilizzante dovrà avere una tecnologia che gli permetta di cedere i nutrienti in modo regolare senza essere dilavati dall’acqua di irrigazione o dalle abbondanti precipitazioni piovose tipiche delle lunghe perturbazioni di ottobre. Le nostre due linee di fertilizzanti TurFeed Pro e Nature Lab contengono specifici prodotti studiati appositamente per questo importante compito: Sport 28-5-10, Speedball 24-5-10, Magic 25-0-15, Golden Golf 22-5-8, Growth 19-5-10 e Universal 15-5-10.

Idrosemina. Tecniche, Vantaggi, Soluzioni.

Idrosemina. Tecniche, Vantaggi, Soluzioni.

L’idrosemina consiste nell’irrorare a pressione sulla superficie del terreno, attraverso apposite macchine, seme mescolato ad acqua, materiali consolidanti, collanti e concimi.

Il principale vantaggio di questa procedura consiste nel poter seminare scarpate e pendii difficilmente raggiungibili e lavorabili, trovando pertanto largo impiego nell’inerbimento di piste da sci, cave, scarpate stradali, aree soggette ad erosione superficiali, smottamenti, ecc.

Per ottenere un risultato soddisfacente, oltre che operare nei periodi più opportuni per la semina e per la germinazione delle plantule, è fondamentale scegliere i giusti materiali che devono adattarsi a seconda della specificità delle condizioni e del sito sul quale si andrà ad operare.

PRIMA FASE: SCEGLIERE IL GIUSTO MISCUGLIO

Il primo importante step è la scelta del miscuglio di semente da impiegare. In questa fase dobbiamo analizzare in primo luogo le condizioni climatiche, pedologiche ed ambientali in cui dovremo eseguire il lavoro; dobbiamo accertare se avremo a disposizione un impianto di irrigazione, la disponibilità di acqua nei periodi critici, nonché la funzione che avrà il nostro prato una volta insediato (funzione ornamentale, tecnica, ecc.).

Qualora dovessimo inerbire scarpate presenti all’interno di proprietà che pertanto devono ottemperare anche a funzioni ornamentali, molto interessante è l’utilizzo di miscele contenenti Festuca ovina che forma un inerbimento persistente e compatto, caratterizzato da tessitura fogliare finissima, crescita verticale ridotta al minimo e fabbisogni nutritivi ed irrigui bassissimi. Le necessità manutentive di questa specie sono molto ridotte (1 o 2 tagli all’anno). A riguardo Tempoverde propone Blue Technical GT, miscuglio tollerante al glyphosate formato dal 55% di Festuca ovina “Soil guard”, dal 15% di Festuca rubra commutata, dal 25% di Festuca rubra trichophylla e dal 5% di Lolium perenne.

Qualora viceversa avessimo la necessità di eseguire un inerbimento esclusivamente tecnico con fini di recupero ambientale, la scelta del seme dovrà essere eseguita sulla base di una accurata analisi della composizione floristica del sito di intervento. Generalmente, in questo caso i miscugli saranno formati da un numero consistente di specie sia graminacee che leguminose e che una volta germinate, a seconda delle specifiche condizioni, andranno a formare una comunità vegetale stabile con il dominio di alcune specie su altre. In altri termini alcune specie avranno un rendimento migliore nello sfruttare le disponibilità di acqua, elementi nutritivi, luce e spazio, di conseguenza, col tempo, avranno giocoforza il sopravvento su altre che tenderanno a scomparire o ad essere presenti sporadicamente.

Anche in questo caso Tempoverde ha a disposizione un proprio miscuglio (Scarpate e argini) molto completo e polivalente, ma all’occorrenza è in grado di offrire assistenza tecnica per creare miscugli che si adattino alla specifità della situazione ed alla richiesta del cliente.

SECONDA FASE: FISSARE IL SEME AL SUOLO

Il secondo importante step riguarda la scelta dei materiali dei prodotti per il fissaggio del seme al suolo.

Senza questi fondamentali “ingredienti”, in particolare in condizione di forte pendenza, il seme da solo non riuscirebbe a rimanere “aggrappato” alla scarpata con l’effetto di non ottenere un uniforme inerbimento del sito oggetto di intervento.

Tra questi ingredienti di fissaggio rivestono particolare importanza i materiali pacciamanti che sono generalmente composti in fibre naturali di diversa natura e consentono di creare un guscio protettivo formando un’emulsione omogenea con la semente e i fertilizzanti. Tale guscio crea un microclima favorevole per l’ottimale germinazione e permette di tenere sotto controllo l’erosione durante le fasi di crescita della vegetazione.

Per le scarpate più dolci si può utilizzare un mulch composto esclusivamente da fibre di cellulosa, mentre per pendenze più importanti è possibile orientarsi su pacciamanti composti da fibre di paglia o da fibre di legno.

È interessante evidenziare che, mentre il mulch composto da fibre di legno (Mat-fiber) forma un’armatura funzionale più tenace, il mulch composto da fibre derivate dalla paglia trattata termicamente e tagliata alla giusta lunghezza migliora la velocità e uniformità di germinazione ed impianto (Hydro Straw).

Per le pendenze più severe è possibile optare per un’ulteriore categoria di prodotti realizzati con matrice di fibre legate e biopolimeri che, distribuite a doppio passaggio, dopo una breve essiccazione, si legano tra loro formando una stuoia protettiva in grado di resistere alle avverse condizione atmosferiche e fissare il terreno e la semente molto tenacemente (Soil Guard).

TERZA FASE: AGGIUNGERE IL COLLANTE

Per migliorare ulteriormente le performance di questi prodotti è opportuno inoltre addizionare alla miscela da idroseminare la colla, un materiale quasi sempre di origine sintetica che stabilizza e blocca il materiale di copertura che abbiamo descritto precedentemente (mulch). Una colla da idrosemina di buona qualità non deve otturare gli ugelli e i tubi della macchina da idrosemina, non deve interferire con la germinazione dei semi e deve amalgamarsi bene con gli ulteriori componenti presenti nel serbatoio. Il consiglio, per evitare la formazione di fastidiosi grumi, è quello di versare nel serbatoio il collante poco alla volta continuando a mescolare bene la miscela attivando gli agitatori della macchina fino a poco tempo prima dell’effettiva distribuzione.

QUARTA FASE: AIUTARE LA FERTILITÀ DEL SUBSTRATO

Con l’intento di aumentare la fertilità del substrato ed accelerare l’insediamento del cotico erboso, si suggerisce infine di aggiungere nel serbatoio fertilizzanti organici o organominerali (NL Habitat 4.0.8 oppure NL Naturale 12.6.8).

In fine, è possibile utilizzare, congiuntamente ai prodotti precedentemente indicati, inoculi a base di batteri PGPR e funghi detti micorrizici che creano associazioni simbiotiche con le radici delle piante seminate e favoriscono l’incremento dello sviluppo dell’apparato radicale oltre a migliorare la resistenza agli attacchi dei patogeni ed agli stress idrici (Soil Power).

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