Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Lo sviluppo del tappeto erboso è strettamente influenzato dalle temperature, e proprio in correlazione con le temperature di crescita, le specie che lo compongono si possono suddividere in due gruppi: le specie microterme che prediligono le zone temperate e le specie macroterme adatte alle zone tropicali e sub-tropicali.

La zona di transizione separa la fascia climatica temperata da quella sub-tropicale, e l’Italia è una tipica zona di transizione. In questa zona convivono macroterme e microterme ai limiti dei rispettivi range termici. La zona di transizione è quella che richiede maggiore attenzione nella gestione dei tappeti erbosi perché in inverno le temperature sono tanto basse da indurre stress alle macroterme, mentre in estate si hanno temperature elevate che sfavoriscono le microterme. In Italia le specie da tappeto erboso più utilizzate appartengono alle microterme, fanno parte della sottofamiglia delle Festucoideae ed appartengono ai generi Agrostis, Festuca, Lolium e Poa. Tra qualche giorno le microterme si troveranno ad affrontare alte temperature per lunghi periodi e appena si supereranno i 28-30°C i tappeti erbosi cominceranno a soffrire. Infatti non dobbiamo dimenticarci che le graminacee microterme crescono al meglio con temperature dell’aria tra i 15 e i 25 °C circa e con temperature del suolo tra i 12 e 20°C circa. Ovviamente le prime influenzano la parte fogliare mentre le seconde condizionano sostanzialmente gli apparati radicali.

Ma cosa accade ai nostri tappeti erbosi quando le temperature estive superano le soglie di corretto sviluppo?

Purtroppo i processi fotosintetici del tappeto erboso perdono di efficacia, l’attività enzimatica aumenta eccessivamente e con essa anche la respirazione. Le piante di microterme faticano sempre più a metabolizzare la CO2 presente nell’aria a scapito di una sempre più ridotta crescita fogliare e radicale, e l’eccessiva respirazione notturna aumenta il consumo degli zuccheri di riserva. Il tappeto erboso accresce la sua traspirazione per espellere più calorie possibili dai suoi tessuti cercando di evitare la fisiopatia estiva più pericolosa e cioè il surriscaldamento dei tessuti. Infatti temperature superiori ai 38°C possono provocare gravi stress termici soprattutto al Lolium perenne: con queste temperature si raggiunge una soglia in cui le reazioni metaboliche aumentano sino allo squilibrio con il risultato della denaturazione delle proteine e la morte dei tessuti.

Tre operazioni per ridurre questi stress nelle ore più calde della giornata

  1. Una delle operazioni più importanti da eseguire è sicuramente quella di alzare l’altezza di taglio regolando le macchine operatrici sopra i 5 cm per i tappeti erbosi ricreativi e ornamentali, e non sotto i 3 cm per i tappeti erbosi sportivi (dove possibile). In questo modo le specie microterme avranno a disposizione una maggiore quantità di lamina fogliare per aumentare sia la superfice a fotosintesi, sia la superfice traspirante indispensabile per il dissipamento del calore in eccesso.
  2. Un’altra, è la concimazione con fertilizzanti ricchi di potassio e con un basso contenuto di azoto. Il potassio ha un posto di assoluto rilievo tra gli elementi nutritivi che compongono il tappeto erboso e a differenza di altri elementi riveste una fondamentale importanza quale regolatore dei processi fisiologici. Il più importante processo fisiologico che svolge il potassio rispetto al periodo caldo che sta arrivando è quello del controllo della traspirazione dei tessuti e quindi l’aumento della resistenza alla siccità e la maggior tolleranza alle alte temperature estive. Per questi motivi Tempoverde consiglia i suoi fertilizzanti granulari specifici per la nutrizione estiva Doctor K 14-5-25, Long Time 15-5-22 e il fertilizzante liquido Ultra K.
  3. È anche molto importante compensare il deficit idrico delle essenze coltivate durante il periodo estivo con il corretto apporto di acqua di irrigazione. Lo stress idrico interrompe molti processi fisiologici quali fotosintesi, respirazione, sintesi di ormoni e assorbimento di nutrienti. La siccità determina inoltre stress di tipo ossidativo nelle piante da tappeto erboso, e questo è associato a un decremento nell’attività degli enzimi antiossidanti. Molti autori hanno indagato sugli effetti della frequenza d’irrigazione, evidenziando che se è troppo elevata induce uno sviluppo radicale poco profondo e aumenta lo sviluppo di malattie e infestanti, mentre una programmazione meno frequente può migliorare i meccanismi di resistenza alla siccità, così come la profondità dell’apparato radicale ed un ispessimento della cuticola. La quantità di acqua necessaria dipende comunque da molti fattori e tra i principali ricordiamo ovviamente il tipo di terreno ma soprattutto le cultivar utilizzate. A tal proposito ricordiamo che Tempoverde è l’unico membro europeo di TWCA, un’associazione senza scopo di lucro, fondata negli Stati Uniti il cui obiettivo è quello di Individuare le cultivar tolleranti a siccità prolungata, individuare le cultivar con maggior resilienza e quantificare il risparmio idrico di queste varietà.

TWCA, la miglior soluzione

Da quest’anno Tempoverde ha ben 3 varietà classificatesi TWCA e sono a vostra disposizione nelle miscele della linea  Blue come per esempio il Blue Country Naturactive.  Regolate quindi la vostra irrigazione con 3 turni settimanali da 9 litri/mq l’uno. Non superate i 27 litri/mq/settimana per la Festuca arundinacea e non più di 40 litri per le miscele a base di Lolium e Poa. Iniziate la mattina presto con una prima irrigazione, per poi eseguire dei syringing nelle ore più calde. La tecnica del syringing si basa su apporti minimi e frequenti di acqua, allo scopo di rinfrescare temporaneamente i tessuti del prato: l’effetto è nella pratica un abbassamento fino a 3-4 °C. Per questo risulta fondamentale intervenire più volte al giorno a partire dalle ore 12 in poi.

Anche gli apporti periodici di agenti umettanti concorrono a migliorare l’efficienza assorbente degli apparati radicali e le tecniche di irrigazione: Tempoverde è in grado di offrirvi una gamma completa di agenti umettanti di ultima generazione come per esempio i prodotti Aquatrols Revolution, Dispatch e Aqueduct.

Infine, allo scopo di fortificare il prato sul piano fisiologico, Tempoverde consiglia l’utilizzo di specifici biostimolanti studiati per la nutrizione tecnica a base di alghe e aminoacidi, ideali in momenti di stress o difficoltà: Vital Plus e Seaforce.

La Rigenerazione Dei Campi Sportivi A Fine Campionato

La Rigenerazione Dei Campi Sportivi A Fine Campionato

Nei mesi di maggio e giugno terminano i campionati di calcio ed è quindi possibile intervenire per effettuare tutte le operazioni agronomiche necessarie per ripristinare i danni da gioco e preparare al meglio il manto sportivo per la prossima stagione. Spesso il tappeto erboso costituito da graminacee microterme arriva a fine campionato molto stressato e a volte anche molto danneggiato. Sono numerosi quindi gli interventi agronomici che solitamente si eseguono per ripristinare al meglio il terreno di gioco e sicuramente l’operazione più importante ma anche quella più difficile visto il periodo avverso caldo e umido, è la trasemina.

La trasemina

Questa essenziale operazione sarà effettuata per mezzo di apposite seminatrici in grado di aprire  dei piccoli solchi o fori nel terreno nel quale verrà collocato il seme. Poiché il periodo a disposizione per lo sviluppo delle nuove piantine è limitato a pochi mesi, e avviene in una stagione con condizioni climatiche sicuramente avverse per la perfetta germinazione di graminacee microterme, si dovranno preferire blend di solo Lolium perenne o miscugli contenenti al massimo il 15% di Poa pratensis. Data la naturale e fisiologica differenza di velocità di germinazione e accestimento tra il Lolium perenne e la Poa pratensis, quest’ultima dovrà dimostrare un’ottima velocità di colonizzazione del terreno di gioco nel breve periodo a disposizione.

Tempoverde e le miglior cultivar di Poa pratensis…

Per questo motivo Tempoverde vi consiglia le sue migliori cultivar americane di Poa pratensis come per esempio Bedazzled, Full Moon, Right e Bonaire che garantiranno un veloce affrancamento ed accestimento per avere un campo sportivo pronto e perfettamente giocabile già dalle prime partite del nuovo campionato. Sono Poe pratensis di ultima generazione e di qualità superiore alla media. Spiccano per la loro forte tolleranza agli stress estivi da caldo e da siccità, per velocità di insediamento, per la forte produzione di rizomi ma soprattutto per la loro elevata resistenza al calpestio.

…e di Lolium perenne

Oltre a Poa pratensis, Tempoverde ha scelto le sue migliori cultivar di Lolium perenne per poter ottenere un risultato eccellente in condizioni di lavoro (temperatura e siccità estiva) estremamente difficili come per esempio Gray Fox, Vantage, Salinas, Carlevè, Paragon GLR e Silver Dollar (classificati ai vertici NTEP Turfgrass quality in USA) quest’ultimo è il loietto più usato nelle trasemine dei più importanti manti sportivi italiani e europei. Siamo convinti che solo utilizzando la migliore genetica sarà possibile garantire ottime performance delle giovani planule per creare nuovi manti sportivi chiusi e compatti senza fallanze o sgradevoli malattie.

I nostri prodotti per rigenerare i campi sportivi

Tutte queste varietà sono contenute nelle miscele Blue Rigenerazione (85% Lolium perenne, 15% Poa pratensis), Blue Overseeding (100% Lolium perenne) e Speedy (100% Lolium perenne). Queste sono le miscele che Tempoverde consiglia per la rigenerazione di tappeti erbosi sportivi e che racchiudono la migliore genetica presente oggi sul mercato Italiano. Blue Rigenerazione, Blue Overseeding e Speedy sopportano terreni eccessivamente salini o scarsi di sostanza organica. Hanno inoltre un’ottima resistenza alle patologie fungine, ed in particolare al Pythium, al Gray Leaf Spot e alle ruggini.

SOS muschio, ecco cosa fare

SOS muschio, ecco cosa fare

È giunto l’autunno, col trascorrere dei giorni la temperatura dell’aria si abbassa progressivamente ed aumenta l’umidità relativa dell’aria. Questo cambiamento favorisce lo sviluppo del tappeto erboso che recupera in questo modo lo stress relativo al periodo estivo. Tuttavia, con l’avvicinarsi della stagione invernale diminuiscono inesorabilmente le ore di luce durante l’arco della giornata. Questo diventa progressivamente un limite per il prato che fotosintetizza meno andando progressivamente verso il riposo. Esiste un’infestante che approfitta in modo particolare di questa situazione per diffondersi nel nostro giardino: il muschio.

Il muschio botanicamente è classificato come una briofita. Si tratta di una categoria di vegetali inferiori. In realtà è una pianta in miniatura a tutti gli effetti, ha componenti semplicissime che non a caso vengono denominate: foglioline, fusticino, e radichette.

Non ha una vera struttura vascolare come le piante superiori e, proprio per questo, è capace ad adattarsi a condizioni particolari quali la scarsezza di luce unita spesso a condizioni di elevata umidità e terreno compattato: sono le caratteristiche precise che si verificano nelle zone d’ombra del giardino. Qui il muschio cresce vigoroso rubando man mano spazio al prato. La proliferazione avviene tramite spore che vengono prodotte da un organo chiamato capsula e vengono disperse nell’ambiente dal vento e dall’acqua. Purtroppo non è possibile eliminarle con principi attivi specifici, esistono invece pratiche colturali, accorgimenti e prodotti in grado di prevenire lo sviluppo del muschio in modo efficace e capaci di combatterlo.

Vediamo cosa fare per prevenirlo:

  • In fase di costruzione intervenite sul substrato in modo da alleggerirlo favorendo il drenaggio e permettendo la penetrazione dell’aria in profondità. Nello specifico aggiungete sabbia al terreno esistente, miscelatela preparando un fondo omogeneo e leggero. Quando il tappeto erboso è già formato, potete effettuare delle carotature e successive sabbiature. Gli spazi aperti dall’operazione andranno riempiti con la sabbia che consentirà il passaggio dell’aria. Questo favorirà la radicazione del tappeto erboso a scapito del muschio.

  • Affidatevi ad un professionista per la realizzazione dell’impianto irriguo che separi correttamente i settori esposti al sole da quelli in ombra.

  • Evitate gli avvallamenti che causano ristagni idrici. Il terreno zuppo d’acqua non lascia penetrare l’ossigeno penalizzando le piante da tappeto erboso e favorendo il dilagare del muschio.

  • Limitate le condizioni d’ombra, ciò aiuterà il prato ad essere competitivo verso il muschio: potature mirate ad eliminare i rami troppo bassi sono una pratica validissima per aumentare la penetrazione della luce.

  • Impiegate miscugli corretti per l’ombra: il nostro Blue Shadow è particolarmente adatto a queste situazioni.

  • In manutenzione preferite irrigazioni infrequenti aumentando se necessario i tempi d’irrigazione, regolate i minuti di adacquamento dell’impianto in modo da evitare che le zone d’ombra abbiano la stessa quantità d’acqua rispetto a quelle esposte al sole.

  • Concimate con prodotti acidificanti quali il Gro Power Premium Green Iron che, unito alle classiche concimazioni di routine aiuta a limitare lo sviluppo delle spore. È un prodotto innovativo a base di microelementi utili alla nutrizione del prato con il 40% di ferro inglobato da acidi umici: non macchia e non brucia l’erba, nello stesso tempo acidifica correttamente il suolo ostacolando la proliferazione delle spore.

E quando il problema già esiste? Ecco alcuni suggerimenti:

  • Intervenite concimando con prodotti granulari ricchi in ferro quali Nature lab Iron Fast o prodotti liquidi come TurFeed pro Dark Green che causano una vera e propria azione ustionante sul muschio. Il prodotto mostra la sua efficacia bruciando l’infestante che diventa di colore scuro-nerastro. Durante l’utilizzo fate attenzione a rimuovere velocemente il prodotto dai laterizi per evitare le macchie di ruggine causate dall’azione specifica del ferro.

  • Scarificate il tappeto erboso manualmente o con l’ausilio di un arieggiatore. Tale operazione fa letteralmente “saltar via” l’infestante secca.

  • Fate seguire una trasemina ed una sabbiatura per ricostituire il prato ove si è diradato troppo.

  • Regolate l’irrigazione come già visto precedentemente.

  • Aggiungete alle concimazioni di routine, come già indicato, il Gro Power Premium Green Iron.

Fate sempre riferimento alla nostra App per indicazioni su caratteristiche specifiche e dosaggi dei prodotti indicati e, nel caso di dubbi, non esitate a consultare il nostro servizio tecnico.

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