Preparati alla Ripresa Vegetativa

Preparati alla Ripresa Vegetativa

L’estate mette a dura prova i nostri tappeti erbosi, il caldo estremo, la siccità e gli attacchi fungini possono compromettere la sua qualità. Settembre e ottobre sono i mesi ideali per rigenerare al meglio il tappeto erboso sfruttando le temperature notturne più miti che favoriscono la ripresa vegetativa dell’erba con la formazione in quantità di nuovi germogli e approfondimento degli apparati radicali che risultano molto stressati dai caldi estivi. Può capitare quindi che sia necessario effettuare dei rinfoltimenti della vegetazione con delle trasemine.

Quale miscela usare?

Anche se in linea generale la Festuca arundinacea non ha le veloci caratteristiche di aggressività tipiche del Lolium perenne in caso di semina o trasemina, con le ottime temperature del terreno nel mese di settembre è possibile traseminare i tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea con la stessa specie utilizzando invece il lolium perenne per trasemine su prati a foglia fine. Sarà possibile quindi utilizzare Blue Country o Riviera per trasemine su tappeti erbosi diradati a base di Festuca arundinacea, e usare invece Blue Club, Blue Overseeding, Speedy o Garden per trasemine su tappeti erbosi diradati a base di Lolium perenne, Poa pratense e Festuca rubra. Se invece le trasemine su tappeti erbosi a base di Festuca saranno effettuate nel mese di ottobre, sarà necessario utilizzare miscele a base di Lolium perenne che permette una rapida chiusura del manto erboso anche con temperature dell’aria e del suolo più fredde impedendo lo sviluppo alle infestanti autunno – primaverili prossime alla germinazione con l’imminente cambio di stagione.

Consigli preziosi per la trasemina

La trasemina deve sempre essere eseguita dopo un taglio basso, un leggero verticut incrociato e coperta preferibilmente con 2-3 mm di sabbia silicea o terriccio specifico per tappeti erbosi. In caso di terreni poveri di sostanza organica, stanchi e compattati è necessario apportare Humus stabile intervenendo con i prodotti GroPower. Per una corretta emergenza delle giovani plantule è necessario apportare fertilizzanti specifici con un’alta titolazione di fosforo come per esempio Starter 16-22-10 della linea Naturelab o Newlife 17-22-10 della linea Turfeed. Dopo circa 4 settimane dalla semina sarà necessario intervenire con una fertilizzazione di supporto utilizzando titolazioni studiate per una corretta spinta vegetativa come per esempio Speedball 24-5-10, Magic 25-0-15, Growth 19-5-10 e Golden Golf 22-5-8.

Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Lo sviluppo del tappeto erboso è strettamente influenzato dalle temperature, e proprio in correlazione con le temperature di crescita, le specie che lo compongono si possono suddividere in due gruppi: le specie microterme che prediligono le zone temperate e le specie macroterme adatte alle zone tropicali e sub-tropicali.

La zona di transizione separa la fascia climatica temperata da quella sub-tropicale, e l’Italia è una tipica zona di transizione. In questa zona convivono macroterme e microterme ai limiti dei rispettivi range termici. La zona di transizione è quella che richiede maggiore attenzione nella gestione dei tappeti erbosi perché in inverno le temperature sono tanto basse da indurre stress alle macroterme, mentre in estate si hanno temperature elevate che sfavoriscono le microterme. In Italia le specie da tappeto erboso più utilizzate appartengono alle microterme, fanno parte della sottofamiglia delle Festucoideae ed appartengono ai generi Agrostis, Festuca, Lolium e Poa. Tra qualche giorno le microterme si troveranno ad affrontare alte temperature per lunghi periodi e appena si supereranno i 28-30°C i tappeti erbosi cominceranno a soffrire. Infatti non dobbiamo dimenticarci che le graminacee microterme crescono al meglio con temperature dell’aria tra i 15 e i 25 °C circa e con temperature del suolo tra i 12 e 20°C circa. Ovviamente le prime influenzano la parte fogliare mentre le seconde condizionano sostanzialmente gli apparati radicali.

Ma cosa accade ai nostri tappeti erbosi quando le temperature estive superano le soglie di corretto sviluppo?

Purtroppo i processi fotosintetici del tappeto erboso perdono di efficacia, l’attività enzimatica aumenta eccessivamente e con essa anche la respirazione. Le piante di microterme faticano sempre più a metabolizzare la CO2 presente nell’aria a scapito di una sempre più ridotta crescita fogliare e radicale, e l’eccessiva respirazione notturna aumenta il consumo degli zuccheri di riserva. Il tappeto erboso accresce la sua traspirazione per espellere più calorie possibili dai suoi tessuti cercando di evitare la fisiopatia estiva più pericolosa e cioè il surriscaldamento dei tessuti. Infatti temperature superiori ai 38°C possono provocare gravi stress termici soprattutto al Lolium perenne: con queste temperature si raggiunge una soglia in cui le reazioni metaboliche aumentano sino allo squilibrio con il risultato della denaturazione delle proteine e la morte dei tessuti.

Tre operazioni per ridurre questi stress nelle ore più calde della giornata

  1. Una delle operazioni più importanti da eseguire è sicuramente quella di alzare l’altezza di taglio regolando le macchine operatrici sopra i 5 cm per i tappeti erbosi ricreativi e ornamentali, e non sotto i 3 cm per i tappeti erbosi sportivi (dove possibile). In questo modo le specie microterme avranno a disposizione una maggiore quantità di lamina fogliare per aumentare sia la superfice a fotosintesi, sia la superfice traspirante indispensabile per il dissipamento del calore in eccesso.
  2. Un’altra, è la concimazione con fertilizzanti ricchi di potassio e con un basso contenuto di azoto. Il potassio ha un posto di assoluto rilievo tra gli elementi nutritivi che compongono il tappeto erboso e a differenza di altri elementi riveste una fondamentale importanza quale regolatore dei processi fisiologici. Il più importante processo fisiologico che svolge il potassio rispetto al periodo caldo che sta arrivando è quello del controllo della traspirazione dei tessuti e quindi l’aumento della resistenza alla siccità e la maggior tolleranza alle alte temperature estive. Per questi motivi Tempoverde consiglia i suoi fertilizzanti granulari specifici per la nutrizione estiva Doctor K 14-5-25, Long Time 15-5-22 e il fertilizzante liquido Ultra K.
  3. È anche molto importante compensare il deficit idrico delle essenze coltivate durante il periodo estivo con il corretto apporto di acqua di irrigazione. Lo stress idrico interrompe molti processi fisiologici quali fotosintesi, respirazione, sintesi di ormoni e assorbimento di nutrienti. La siccità determina inoltre stress di tipo ossidativo nelle piante da tappeto erboso, e questo è associato a un decremento nell’attività degli enzimi antiossidanti. Molti autori hanno indagato sugli effetti della frequenza d’irrigazione, evidenziando che se è troppo elevata induce uno sviluppo radicale poco profondo e aumenta lo sviluppo di malattie e infestanti, mentre una programmazione meno frequente può migliorare i meccanismi di resistenza alla siccità, così come la profondità dell’apparato radicale ed un ispessimento della cuticola. La quantità di acqua necessaria dipende comunque da molti fattori e tra i principali ricordiamo ovviamente il tipo di terreno ma soprattutto le cultivar utilizzate. A tal proposito ricordiamo che Tempoverde è l’unico membro europeo di TWCA, un’associazione senza scopo di lucro, fondata negli Stati Uniti il cui obiettivo è quello di Individuare le cultivar tolleranti a siccità prolungata, individuare le cultivar con maggior resilienza e quantificare il risparmio idrico di queste varietà.

TWCA, la miglior soluzione

Da quest’anno Tempoverde ha ben 3 varietà classificatesi TWCA e sono a vostra disposizione nelle miscele della linea  Blue come per esempio il Blue Country Naturactive.  Regolate quindi la vostra irrigazione con 3 turni settimanali da 9 litri/mq l’uno. Non superate i 27 litri/mq/settimana per la Festuca arundinacea e non più di 40 litri per le miscele a base di Lolium e Poa. Iniziate la mattina presto con una prima irrigazione, per poi eseguire dei syringing nelle ore più calde. La tecnica del syringing si basa su apporti minimi e frequenti di acqua, allo scopo di rinfrescare temporaneamente i tessuti del prato: l’effetto è nella pratica un abbassamento fino a 3-4 °C. Per questo risulta fondamentale intervenire più volte al giorno a partire dalle ore 12 in poi.

Anche gli apporti periodici di agenti umettanti concorrono a migliorare l’efficienza assorbente degli apparati radicali e le tecniche di irrigazione: Tempoverde è in grado di offrirvi una gamma completa di agenti umettanti di ultima generazione come per esempio i prodotti Aquatrols Revolution, Dispatch e Aqueduct.

Infine, allo scopo di fortificare il prato sul piano fisiologico, Tempoverde consiglia l’utilizzo di specifici biostimolanti studiati per la nutrizione tecnica a base di alghe e aminoacidi, ideali in momenti di stress o difficoltà: Vital Plus e Seaforce.

La siccità – Turf Water Conservation Alliance

La siccità – Turf Water Conservation Alliance

L’acqua: elemento prezioso ed indispensabile per la vita.

L’acqua: risorsa sempre più difficile da reperire e da conservare.

La siccità è ormai uno dei più grandi problemi dell’intero pianeta. Non risultano esenti da questa problematica anche i tappeti erbosi.

Ma la ricerca e la sperimentazione hanno già da tempo lavorato per cercare di fornire delle risposte a quanto appena citato.

E Tempoverde è ricerca e sperimentazione.

Tempoverde fa parte ormai da anni di un’associazione internazionale no profit per la “conservazione” dell’acqua da parte delle essenze da tappeto erboso a nome Turf Water Conservation Alliance.

I membri dell’Associazione sono oltre 26 aziende sementiere e coltivatori di zolle, 29 Università del Nord America, 33 associazioni, municipalità, ecc. con numeri destinati ad aumentare in maniera esponenziale in brevissimo tempo.

Lo scopo della ricerca è quello d’individuare delle varietà resistenti alla siccità prolungata così come cultivars dotate di capacità di rapido recupero dopo periodi di carenza idrica. Altro elemento di studio risulta essere la quantificazione del risparmio idrico per ogni zona climatica con annesso anche il rinnovamento della soglia di qualificazione in base ai risultati migliori eliminando nel frattempo le varietà obsolete.

Ulteriore assioma fondamentale dell’associazione consiste nel far conoscere ed educare gli utenti e fruitori dei prati al risparmio idrico.

Esistono attualmente 14 siti di prova in Nord America e 13 ricercatori coinvolti. Le aziende NexGEN e Pure Seed Testing eseguono la ricerca di base varietale.

È valido un unico protocollo di prova in modo da eliminare eventuali “imperfezioni” umane e ogni varietà deve prima superare una soglia minima di ammissione per rimanere poi in prova diretta per almeno 2 anni.

La raccolta dei dati avviene attraverso la tecnologia “lightbox” che rileva le differenti colorazioni dei pixel (dato oggettivo) e lo scrutinio dei dati avviene da parte d’istituti terzi, estranei alla ricerca ed all’industria, in modo da avere dati puri e incontaminati.

Tempoverde è attualmente l’unica azienda sementiera europea che aderisce a questo importantissimo programma di sperimentazione ed i risultati sono alla mercé del mercato: le varietà Tempoverde, già selezionate anche per la resistenza alle malattie ed agli stress ambientali, acquisiscono sempre di più valenza di unicità anche nel campo della tolleranza alla siccità.

Varietà come Bighorn GT (Festuca ovina) o RainDance (Festuca arundinacea) sono la summa dell’attuale resistenza alla carenza di acqua, permettendo di ottenere dati unici e al momento irripetibili.

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