La scelta del giusto fertilizzante

La scelta del giusto fertilizzante

Maggio sta per finire, e la scelta del corretto fertilizzante in questo periodo climatico di transizione diventa strategico. Generalmente con la fine di maggio il tappeto erboso abbandona la fase in cui le temperature dell’aria e del suolo sono medie o medio-calde e mitigate dalle notti fresche, per passare alle temperature di giugno che vedranno picchi di calore sempre più in aumento riscaldando l’aria anche nelle ore notturne. Inoltre nel mese giugno si innalzeranno gradualmente anche i tassi di umidità relativa dell’aria, creando le prime condizioni critiche per possibili attacchi fungini.

 

L’importanza del potassio, dell’azoto e dell’irrigazione

Diventa quindi strategica la giusta scelta del fertilizzante in questo periodo perché il tappeto erboso è ancora in una vivace fase di crescita vegetativa richiedendo discrete quantità di azoto, d’altro canto, proprio per l’avvicinarsi delle prime condizioni climatiche di stress termico, non possiamo sottovalutare l’esigenza del tappeto erboso dell’elemento principe per la sua resistenza alla siccità e alle alte temperature: il potassio.

Un altro aspetto manutentivo che condiziona notevolmente la scelta del giusto concime in questo periodo è l’aumento rilevante dell’evapotraspirazione del tappeto erboso: per questo motivo gli apporti irrigui settimanali aumentano drasticamente, pur rispettando i tempi e gli intervalli agronomici corretti (irrigazioni abbondanti ogni 3-4 gg) ed incrementeranno la possibilità di dilavamento e lisciviazione dei nutrienti apportati.

Per questi motivi diventa fondamentale la scelta di un fertilizzante con un apporto bilanciato tra i due principali elementi: azoto e potassio. Inoltre il prodotto dovrà avere una tecnologia che gli permetta di cedere i nutrienti in modo insensibile all’acqua del terreno producendo curve di rilascio il più possibile indifferenti all’aumento dei cicli di irrigazione e alle corte e veloci, ma spesso abbondanti, precipitazioni estive (bombe d’acqua).

 

La soluzione Tempoverde

Per queste specifiche situazioni climatiche ed esigenze nutrizionali del tappeto erboso, Tempoverde consiglia l’utilizzo del fertilizzante della linea NatureLab: MAINTENANCE 17-0-16. Oltre al corretto rapporto tra gli elementi che permettono un’equilibrata crescita vegetativa senza eccesiva produzione di parte fogliare e un ottimo approfondimento dell’apparato radicale, MAINTENACE 17-0-16 contiene due tecnologie di lento rilascio dell’azoto: la lenta cessione grazie alla presenza di urea-formaldeide ad altissimo Indice di Attività, e la cessione controllata grazie alla presenza di fertilizzante avvolto dalla membrana polimerica brevettata MCT.

Sarà possibile ottenere un tappeto erboso ben nutrito, bilanciato, di ottimo colore e resistente a malattie e stress termici senza il rischio di avere eccessive perdite di fertilizzante per dilavamento (per irrigazione) o gassificazione (per elevate temperature). Inoltre l’immediato effetto colore sarà garantito dalla presenza di ferro e magnesio completamente solubili in acqua che ne completano la formula. MAINTENACE 17-0-16 ha una granulometria molto fine (2-2,5mm) ed è consigliato ad una dose di 30 gr/mq.

La nutrizione primaverile del tappeto erboso

La nutrizione primaverile del tappeto erboso

La disponibilità nel suolo di nutrienti, nelle quantità e nei tempi adeguati alle necessità del tappeto erboso, rappresenta un prerequisito per il suo regolare sviluppo e la corretta crescita dei culmi e delle radici. La concimazione minerale deve compensare il divario fra la richiesta di nutrienti da parte del prato e la loro disponibilità. Il calcolo delle esigenze nutritive si basa sulla biomassa prodotta durante l’anno per lo sviluppo dei vari organi come foglie, culmi, stoloni, rizomi e le altre radici in stretta correlazione con l’utilizzo funzionale del manto erboso (sportivo, ricreativo, ornamentale) tenendo quindi presente gli stress antropici ai quali sarà sottoposto. La fertilizzazione del tappeto erboso deve considerare questi importanti aspetti e si basa essenzialmente sulla migliore gestione possibile di tutti gli elementi nutritivi, azoto e potassio in particolare. Trattandosi di graminacee dove gli elementi strutturali predominanti sono le foglie e i culmi, la produzione proteica sta alla base di tutto il sistema. Ma trattandosi anche di una cenosi con evidenti implicazioni estetiche e funzionale, anche il colore e la resistenza al calpestamento, alle malattie, alla siccità, etc., diventano fattori imprescindibili.

La corretta nutrizione del tappeto erboso

La corretta nutrizione del tappeto erboso riveste un ruolo fondamentale nella gestione e nella riuscita di un prodotto di qualità e deve poi mantenerlo costantemente sano, robusto, e perfettamente fruibile. La possibilità di avere a disposizione numerose titolazioni risulta la chiave di successo per poter soddisfare le più svariate esigenze nutrizionali sia in termini di unità nutritive, sia in termini di rapporti tra i vari elementi chimici, sia in termini di corretto, calcolato e regolare rilascio dei nutrienti (potenzialmente dilavabili nel top soil di coltivazione). Oggi il manutentore del verde pubblico, privato e sportivo ha assoluto bisogno di poter reperire, sul mercato professionale, prodotti di elevatissima qualità e prodotti costruiti sulla base di forti esperienze pratiche. Tempoverde ritiene la nutrizione del tappeto erboso un’azione fondamentale e di altissimo valore agronomico, e per questo motivo offre a tutti gli appassionati del settore, dal professionista all’hobbista evoluto, ben tre gamme complete di fertilizzanti Turfeed Pro, Nature lab, e Gro-Power che assicurano risultati eccellenti e garantiti su ogni tipo di superfice a tappeto erboso e sono frutto delle più innovative e multiple tecnologie di rilascio controllato dei nutrienti.

Come nutrire il tappeto erboso

Durante i mesi invernali appena trascorsi il prato ha consumato piano piano le riserve nutritive incamerate nei suoi organi di riserva (stoloni, rizomi e apparati radicali in generale). Con l’aumentare delle ore di luce e con la ripresa termica e l’innalzamento lento ma graduale delle temperature dell’aria ma soprattutto del suolo, il tappeto erboso necessita di una vera e propria spinta vegetativa per risvegliare ed accelerare tutti i processi metabolici che hanno rallentato durante l’inverno. In questi mesi di marzo e aprile assieme a luce e temperature il prato necessita anche di appropriati elementi nutritivi. Le nostre tre linee di fertilizzanti Turfeed Pro, Nature lab, e Gro-Power contengono specifici prodotti studiati appositamente per questo importante ed essenziale compito primaverile: Sport 28.5.10, Speedball 24.5.10, Magic 25.0.15, Evolution Golf 20.5.10, Golden Golf 22.5.8, Growth 19.5.10, Premium Green 10.2.5 e Premium Green 11.2.9. Tutte queste formulazioni sono state studiate per la concimazione di spinta vegetativa primaverile. Il rapporto bilanciato e la presenza di materie prime di altissima qualità permettono di ottenere una veloce ed equilibrata crescita vegetativa con un immediato aumento del colore verde fogliare. L’alta presenza di azoto sia a lento rilascio (biologico) che a rilascio controllato (avvolto), garantisce percentuali di cessione programmata di questo importantissimo elemento fino a valori del 70%. Le granulometrie particolarmente curate permettono una distribuzione omogenea, precisa e sicura. Grazie a queste ottime, indispensabili e complete caratteristiche, i nostri fertilizzanti potranno soddisfare le specifiche esigenze delle superfici a tees, fairways e greens dei campi da golf e dei campi sportivi in genere, e di tutte le superfici a tappeto erboso ricreativo e ornamentale. Allora buona primavera a tutti e buona concimazione con Tempoverde.

Andrea Bonetti

Via il filo rosso.

Via il filo rosso.

Una patologia tipicamente primaverile ed autunnale viene provocata dal fungo Laetisaria fuciformis e prende il nome volgare di “Filo rosso”. Si tratta di una malattia del prato che si sviluppa a medio-basse temperature. In fase iniziale le chiazze hanno dimensioni tendenzialmente circolari. Tuttavia le foglie malate sono spesso frammiste a foglie sane cosicché la macchia assume un aspetto di tappeto logorato. La morte del tessuto fogliare procede generalmente dalla punta verso il basso. In situazioni di alta umidità (rugiada mattutina) il patogeno produce delle strutture miceliari colorate (rosa pallido, rosso, arancione) che facilitano il riconoscimento diagnostico.

Per la prevenzione valgono esattamente le regole indicate nel precedente post sul Dollar spot. Una buona pratica consiste comunque sempre nel raccogliere ed eliminare i residui di taglio (l’infezione parte dalla punta).

Le varietà selezionate resistenti presenti in Blue Country, Blue Shadow, Blue Alliance II e Blue Club forniscono la miglior risposta contro gli attacchi di questo fungo.

 

 

 

Per la cura esistono sul mercato dei formulati commerciali chimici (fitofarmaci) autorizzati dal Piano d’Azione Nazionale (PAN), principalmente a base di Propiconazolo e Tebuconazolo. Per il loro uso occorre attenersi scrupolosamente ai dosaggi ed ai campi d’impiego indicati in etichetta, oltre che essere in possesso del patentino.

 

Dollar spot. Intervenire paga.

Dollar spot. Intervenire paga.

Durante le fasi primaverili ed autunnali, quando il tappeto erboso è in fase vegetativa, si possono presentare delle piccole chiazze di colore giallastro/bruno di dimensioni pari a circa una moneta da 1 dollaro (da qui il nome volgare dato alla patologia) che compaiono solitarie per poi unirsi tra di loro, conferendo un aspetto degradato all’intero prato. Il fungo che causa questa malattia si chiama Sclerotinia homoeocarpa. In presenza di rugiada e con il patogeno in attività è possibile osservare facilmente la presenza di micelio biancastro simile a cotone o, ancora meglio, ad una ragnatela.

Come in ogni situazione, la prevenzione è senz’altro la strada da preferire. Quindi occorre avere prati densi e compatti, ma con una buona circolazione d’aria, mantenere un corretto apporto nutrizionale (meglio se con fertilizzanti a lenta cessione tipo TurFeed Pro Magic 25.0.15 o Nature Lab Growth 19.5.10), eseguire il controllo preventivo naturale con prodotti tipo MicoStep e MicoPlus, ridurre la presenza di feltro, rasare con regolarità il tappeto erboso alle giuste altezze di taglio, ma soprattutto utilizzare in fase di semina e/o trasemina miscele contenenti varietà endofizzate e il più possibile resistenti nei confronti del fungo.

In questo senso tutta la Linea Blue contiene al suo interno cultivars migliorate particolarmente capaci di sopportare stress ed attacchi fungini. Blue Country, Blue Shadow, Blue Alliance II e Blue Club rappresentano la miglior proposta possibile ed agevolano il lavoro di manutenzione, rendendola semplice ed economica.

Per la cura esistono sul mercato dei formulati commerciali chimici (fitofarmaci) autorizzati dal Piano d’Azione Nazionale (PAN), principalmente a base di Propiconazolo e Tebuconazolo. Per il loro uso occorre attenersi scrupolosamente ai dosaggi ed ai campi d’impiego indicati in etichetta, oltre che essere in possesso del patentino.

Blue Club 10 Kg
Mico Plus - Più vitalità e vigore
Mico Step - Radici più sane
La ripresa vegetativa

La ripresa vegetativa

Marzo.

Si alzano le temperature. Si allunga il fotoperiodo (ore di luce). Termina l’inverno ed inizia la primavera. La natura si risveglia dal suo torpore e riprende tutta una serie di funzioni vitali che esplodono nella rivegetazione di alberi, arbusti e prati.

Da bravo “naturalista”, l’esperto giardiniere asseconda questa fase della vita con tutta una serie di accorgimenti e di preparativi atti a rendere veloci e non traumatici il risveglio vegetativo e lo sviluppo dell’erba.

Risulta molto utile porre attenzione alle scorte di carboidrati di riserva che la pianta ha prodotto prima dell’inverno e consumato in tale stagione per avere ancora un po’ di “benzina” prima che il motore dell’erba parta a mille.

Ecco quindi che una leggera fertilizzazione di risveglio, permette di superare questa prima fase di crisi potenziale in maniera brillante ed immediata.

 

La fertilizzazione di risveglio

 

A tal proposito occorre utilizzare strumenti di lavoro adeguati e specificatamente studiati per l’occasione, come Nature Lab Energy 14.0.36. La sua formulazione, la scelta dei costituenti e la sua forma fisica (granulo fine ed omogeneo) permettono un’immediata assimilazione nelle giuste quantità da parte delle piante con una risposta fortemente positiva e favorevole.

Il colore riprende immediatamente vivacità, segno di una ripresa della fotosintesi clorofilliana necessaria per trasformare l’energia del sole in zuccheri e metaboliti utili per il tappeto erboso. L’alta percentuale di potassio, totalmente solubile, coadiuva e promuove lo sviluppo radicale, con formazione di nuove radici bianche e vigorose.

Fertilizzanti come quello appena citato, oppure come Premium Green 10.2.5 (https://tempoverde.it/prodotti/gro-power/premium-green-10-2-5/) sono degli strumenti molto efficaci in questa fase, poiché sono in grado di spingere le piante in condizioni favorevoli e si fermano in caso di eventuali ritorni di freddo, assai probabili ancora in questa fase nell’areale italiano (fasce costiere escluse).

All’uscita dell’inverno il prato può presentare una serie di piante leggermente disseccate e ricche di lignina, dal classico colore giallo paglierino.

L’arieggiatura in questo caso diventa un intervento fondamentale e benevolo per la salute del prato. Tale operazione (tagli verticali senza incidere il terreno) sfoltisce il campo da materiale ormai morto e prossimo alla decomposizione, facendo respirare il cotico, permettendo la circolazione dell’aria tra le foglie e diminuendo in maniera drastica l’eventuale formazione di malattie fungine.

Anche sul substrato di coltura (terreno) il bravo giardiniere deve dare un’occhiata, sia dal punto di vista fisico, sia da quello chimico e sia da quello microbiologico.

 

Come intervenire

 

L’azione invernale alternata del gelo e del disgelo potrebbe avere causato dei movimenti all’interno del terreno ed in taluni casi anche un leggero distaccamento delle radici dal suolo stesso. Una delicata rullatura per effettuare un assestamento del terreno può rivelarsi un’operazione assai indicata. Si noti bene che volutamente si è utilizzato il termine assestamento e non compattazione (fenomeno estremamente negativo). Ciò significa che lo strumento rullo deve essere “leggero” e distribuente il suo peso su di un’adeguata superficie per rispettare l’equilibrio tra micro e macroporosità del terreno.

Dal punto di vista chimico si consiglia di effettuare un’analisi del terreno per ottenere in maniera scientifica i dati inerenti gli elementi nutritivi minerali e le eventuali correzioni da apporre. A tal proposito esistono numerose strutture accreditate nell’intero territorio italiano ed i costi risultano ormai contenuti.

Nature Lab Energy e Premium Green 10.2.5, già ricordati prima, s’inseriscono prepotentemente anche nel capitolo nutrimento e correzione del terreno con risultati davvero stupefacenti.

L’aspetto della fertilità (microrganismi e sostanza organica) non va assolutamente dimenticato. L’impiego di semplici elementi liquidi come TurFeed Pro Seaforce (estratto a freddo di alghe) e/o di TurFeed Pro Switch On (combinazione di Potassio, chelati di Ferro ed aminoacidi) alle dosi consigliate di etichetta forniscono il giusto contributo di sostanza organica “nobile” e ristabiliscono l’equilibrio e l’attivazione della microflora microbica del terreno, fonte di vita e di fertilità.

Marzo, la natura si risveglia: non facciamo trovare il nostro prato ancora in pigiama!

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