La concimazione d’apertura. La colazione dei prati campioni.

La concimazione d’apertura. La colazione dei prati campioni.

Quando la natura si risveglia, iniziano tutta una serie di processi nel prato che si manifestano in maniera macroscopica con la crescita dell’erba.

Le macchine tosaerba scaldano i motori e sono pronte a ripartire.

Ma nel Gran Premio di Buona Manutenzione del Prato, non ci si deve dimenticare che l’erba ha bisogno della sua benzina, così come, per paragone, anche noi esseri umani del nostro cibo.

Senza una buona colazione le nostre energie diminuiscono rapidamente, non siamo in grado di produrre sforzi ripetuti e continui e rischiamo di debilitarci presto.

Lo stesso succede anche nel mondo vegetale. Un tappeto erboso necessita anch’esso della sua “colazione” per poter effettuare tutti i suoi processi metabolici, primo fra tutti la fotosintesi clorofilliana.

Durante l’inverno, per mantenersi in vita, il prato consuma le sue sostanze di riserva incamerate nelle radici e/o in altri organi di accumulo e stoccaggio (stoloni e rizomi).

Con l’arrivo della primavera, in taluni casi, la pianta rischia di presentarsi già stanca prima ancora di riuscire a rivegetare come si deve.

La concimazione d’apertura deve fornire tutti gli elementi necessari per far sì che il vegetale sia sempre in equilibrio, sano e forte.

Tempoverde ha sviluppato all’interno della propria proposta tutta una serie di referenze adatte a rispondere alle diverse situazioni che si possono verificare ad inizio primavera.

 

Concimi granulari:

  1. Nature Lab Energy 14.0.36 risveglia il prato dal punto di vista vegetativo, dona colore all’erba e nel contempo nutre anche le radici. È il compagno ideale di manutenzione del giardiniere quando si trova davanti un prato con molte piante secche e con una colorazione generale spenta e tendente al giallo.
  2. Premium Green 10.2.5 è un concime completo che aiuta il giardiniere in situazioni di crescita disforme dell’erba e che ridona vitalità e fertilità al terreno (duplice azione). La presenza al suo interno di microelementi e Ferro regolano il processo osmotico delle piante con il giusto assorbimento della soluzione circolante ricca di elementi nutritivi.
  3. TurFeed pro Speedball 24.5.10 con le sue forme di lenta cessione e con il bilanciamento degli elementi chimici (rapporto 5:1:2) fornisce gli elementi nutritivi utili nell’immediato in fase di risveglio vegetativo, ma procura al contempo anche un serbatoio di scorta in caso di situazioni future di difficoltà. La sua forma metilenureica, poi, mantiene costante la fertilità del terreno fornendo nutrimento anche ai microrganismi utili. La sua dotazione in Magnesio (elemento centrale della clorofilla) permette la massimizzazione della funzione fotosintetica con beneficio dell’intera pianta.
  4. Nature Lab Growth 19.5.10 ripete lo schema visto precedentemente, con una scelta granulometrica più grande (diametro del concime leggermente maggiore) e con una presenza contemporanea anche di rilascio programmato (liberazione per osmosi di alcuni elementi nutritivi).

 

Fertilizzanti liquidi:

  • TurFeed Pro Seaforce è uno speciale estratto a freddo di Ascophyllum nodosum per la rifertilizzazione dei suoli. Si tratta di un’alga lavorata in maniera naturale, senza l’intervento di acidi, in modo da non perdere le sue proprietà benefiche e rendere attivi i microrganismi del terreno.
  • TurFeed Pro Switch On. “Cocktail” a base di aminoacidi, Ferro chelato di ultima generazione e Potassio. Terreni pesanti, stanchi e poveri sono il substrato ideale dove impiegare questa preziosa “risorsa” che il bravo giardiniere ha imparato ad apprezzare in maniera sempre più evidente.
  • TurFeed Pro Sprint 10.5.7 è un concime ternario arricchito con tutta la catena di microelementi chelati. Si tratta perciò di un fertilizzante liquido completo, adatto per tutti quei prati “pigri che non si vogliono risvegliare” (in associazione con Premium Green 10.2.5).

 

Per ogni situazione, la giusta soluzione.

Per ogni necessità del prato, il giusto concime d’apertura.

Macchia bruna invernale (Rhizoctonia cerealis)

Macchia bruna invernale (Rhizoctonia cerealis)

Si tratta di fungo saprofita che si sviluppa durante il periodo autunnale avanzato ed eventualmente anche in inverno (Novembre-Febbraio), in particolare durante gli inverni miti (temperature minime prossime agli 0° e alto tasso di umidità).

I sintomi sono particolarmente evidenti in condizioni di giornate nuvolose ed umide.

Nelle prime fasi le macchie sono rotonde e di piccole dimensioni, poi si possono allargare sino a raggiungere al massimo 60-70 cm di diametro. È presente un bordo marrone scuro nella parte perimetrale, spesso con della lanugine visibile (micelio fungino attivo).

La crescita dell’alone è piuttosto veloce e, monitorando il prato, si possono avvertire bene i cambiamenti di dimensioni nel corso della giornata. Se numerose, le chiazze possono coalescere le une con le altre, amplificando i sintomi.

Generalmente la patologia non è distruttiva, già dalle prime fasi si notano i ricacci dell’erba all’interno della macchia che risulteranno più vigorosi in condizioni di clima tardo invernale (fine Febbraio-Marzo).

Le piante interessate si riprenderanno comunque velocemente in primavera dopo i primi tagli e la prima concimazione.

 

È buona norma come al solito mantenere il substrato aerato con bucature, carotature ed effettuare il controllo del feltro tramite arieggiature e sabbiature indicate nella stagione di attiva crescita del prato (in particolare verso il periodo autunnale).

Aiutano a prevenire fertilizzazioni autunnali con fertilizzanti a cessione lenta con basso titolo in azoto e ricchi in potassio in titolo: TURF FEED PRO Principia 12.0.30/ TURF FEED PRO Doctor K 14.5.25/ NATURE-LAB Long Time 15.5.22 alla dose di 30g/mq.

Fertilizzazioni tardo autunnali con prodotti ricchi di acidi umici concentrati: GRO POWER Premium Green Plus 5.3.1 W/M per riequilibrare e stimolare l’attività microbica del substrato alla dose di 40g/mq.

 

 

Come si interviene?

 

Con Fungicidi ad azione curativa a base di Toclofos-methile alla dose di 10-15 lt-kg/ha o a base di Propiconazolo alla dose di 1,6 l/ha

 

Come si previene?

 

È possibile prevenire l’insorgere del problema effettuando trattamenti con funghi antagonisti preventivi Micostep + Micoplus alla dose di 20ml/100mq (aggiungere sempre in questo caso un concime liquido oraganico di qualità (Biocarb 3.0.5) alla dose di 1-2ml/mq. Normalmente questi prodotti vengono inseriti in un piano annuale di trattamenti fungicidi biologici

Muschio. Imparare a conoscerlo, prevenirlo e curarlo.

Guardate questa foto. Se riconoscete il problema, scoprite come risolverlo.

muschio

In tutti gli ambienti dove vi è una scarsa circolazione d’aria c’è presenza costante e continuo sviluppo del muschio. Può capitare anche sui prati, a volte in misura maggiore che in altre situazioni.

Ombra da elementi architettonici fissi, come le case, o da alberature/siepi sono cause di ristagno d’umidità. I terreni pesanti (argillosi) fortemente presenti su tutto il territorio italiano e le stagioni tardo autunnali-invernali acuiscono il problema rendendolo davvero antiestetico e non funzionale.

Qualche informazione in più sul muschio.

Muschio

I muschi appartengono alla famiglia delle Briofite. Sono piante che si avvantaggiano di basse condizioni di luce (riescono tuttavia a svilupparsi anche in pieno sole), resistono a temperature decisamente fredde, amano pH dei terreni fortemente acidi e naturalmente tollerano tagli molto bassi.

Chiaramente vanno in stress in condizioni di caldo e siccità e rompono l’uniformità dei tappeti erbosi.

Come prevenire.

Esiste la possibilità di combattere il muschio attraverso una serie di operazioni agronomiche volte a limitare la quantità di acqua nel terreno e a ridurre la percentuale di aria umida nell’atmosfera.

Carotature, chiodature e scarifiche sono gli interventi che devono essere presi in considerazione a livello del substrato di coltura. Si opera, quindi, rompendo la continuità del terreno, “facendo uscire” almeno parte dell’acqua in eccesso, “facendo entrare” dell’aria e, per quanto possibile, alleggerendo il substrato stesso attraverso ripetuti apporti di sabbia.

Anche il corretto impiego dell’impianto d’irrigazione può essere un buon elemento di difesa nei confronti della formazione del muschio: un intervento di syringing durante la mattinata per eliminare la rugiada dalle foglie e farla cadere a terra, agevola il cotico prativo a scapito del muschio stesso; si tratta di un semplice piccolo ciclo d’irrigazione della durata di 2-3’ circa.

Operare un controllo preventivo del pH con introduzione di fertilizzanti a reazione acida è un ulteriore sistema di prevenzione del problema.

Il mantenimento della corretta altezza di taglio della miscela da prato coltivata è poi un elemento fondamentale per la lotta contro il muschio. Per questo affidatevi sempre a delle aziende serie e competenti che conoscono la selezione delle varietà e soprattutto i limiti e la corretta manutenzione delle stesse.

La soluzione Tempoverde.

Soffermiamoci su due elementi di forte interesse nella fase di manutenzione del giardino, quando ormai il muschio si è già sviluppato (fermo restando che le operazioni agronomiche prima citate sono di primaria importanza per la soluzione del problema).

Il muschio soffre la causticità del solfato di ferro in misura maggiore rispetto al prato. Ma se si esagera con la dose, si brucia anche quello che non si vuole, vale a dire il prato!

Tempoverde ha selezionato a questo proposito un prodotto granulare, di facile distribuzione, a nome Nature Lab Iron Fast.Naturelab naturale

La sua speciale formulazione lo rende aggressivo nei confronti del muschio e dolce verso il resto del giardino.

All’azione antimuschio si aggiunge un effetto acidificante e colorante. Si tratta di un fertilizzante e come tale è bene attenersi alle dosi indicate dal produttore (30-40 g/m2).

Nature Lab Iron Fast colpisce quindi il muschio facendolo annerire e provocandone (nelle corrette modalità d’uso) la morte. Chiaramente occorre poi effettuare un’arieggiatura per eliminare meccanicamente le parti trattate ed operare una trasemina per richiudere le aree danneggiate.

Nature Lab Iron Fast, essendo a base di solfato di ferro, macchia le superfici (marciapiedi, bordi piscina, ecc.) quando si scioglie. È importante pulire queste aree dopo la sua distribuzione (basta semplicemente scopare via i granuli dal marciapiede e buttarli nel prato).

L’altro prodotto, davvero assai interessante, lavora in maniera preventiva (quindi prima della formazione del muschio) e risponde al nome di Gro-Power Premium Green Iron.
Gro power iron

La sua azione acidificante, la sua presenza di Zolfo libero, la sua formulazione microgranulare e la sua completa catena di microelementi, creano condizioni ostili per lo sviluppo del muschio, e sviluppano situazioni che invece sono le più favorevoli per il prato. non macchia le superfici e quindi non richiede una cura parti

Il dosaggio in questo caso è pari a 50 g/m2. Insieme si otterrà anche un prolungato effetto rinverdente delle essenze coltivate. Gro-Power Premium Green Iron colare durante la distribuzione.

Come si presenta la muffa grigia/muffa rosa invernale (Microdochium nivalis, Tiphula incarnata)? Come si interviene? Scopriamolo insieme.

Come si presenta la muffa grigia/muffa rosa invernale (Microdochium nivalis, Tiphula incarnata)? Come si interviene? Scopriamolo insieme.

Questa mattina hai notato che il tuo prato presenta delle macchie strane, come questa:

Muffa grigia

Di cosa si tratta?

Stiamo parlando di funghi saprofiti che compaiono durante il periodo invernale: dicembre, gennaio, febbraio e, in alcuni casi, anche a marzo.

Come si forma?

Questo tipo di funghi prolifera sotto la coltre nevosa, a causa dell’effetto coibentante della neve che mantiene le temperature comprese tra 0 e 2 gradi centigradi e umidità prossima al 100% sul manto erboso e nei primissimi cm di substrato.
I sintomi sono particolarmente evidenti proprio in condizioni di copertura nevosa e terreno non gelato e diventano visibili al disgelo.

Come si presenta?

Nelle prime fasi le macchie sono rotonde e di piccole dimensioni, poi si possono allargare sino a raggiungere al massimo 40-50 cm di diametro. L’erba all’interno appare schiacciata, assume un colore bianco-rosato e consistenza cartacea.

Prato con muffa

Generalmente la patologia non è distruttiva, interessa prevalentemente la foglia e non l’apparato radicale. Le piante si riprendono velocemente in primavera dopo i primi tagli e la prima concimazione. Normalmente riguarda maggiormente i tappeti erbosi maturi, poiché sono più densi e trattengono tra le foglie più umidità. Sono meno sensibili i prati giovani seminati nell’autunno perché normalmente più radi.

Alcune manifestazioni fastidiose possono portare a danni più seri nel caso il tappeto erboso sia coltivato su substrato non drenante. Questa caratteristica, associata ad una lunga permanenza della coltre nevosa, somma all’azione del fungo quella di asfissia delle radici con compromissione della pianta.

Come si interviene?

È buona norma mantenere il substrato aerato con bucature, effettuare il controllo del feltro tramite arieggiature e sabbiature da farsi nella stagione di attiva crescita del prato (periodo autunnale, per esempio).

Aiutano a prevenire fertilizzazioni autunnali con fertilizzanti a cessione lenta ricchi in potassio come:

TURF FEED PRO Principia 12.0.30

TURF FEED PRO Doctor K 14.5.25

NATURE-LAB Long Time 15.5.22 (dose di 30g/mq)

Fertilizzazioni tardo autunnali con prodotti ricchi di acidi umici concentrati come:

GRO POWER Premium Green Plus 5.3.1 W/M per riequilibrare e stimolare l’attività microbica del substrato alla dose di 40g/mq

Come si previene?

È possibile prevenire l’insorgere del problema effettuando trattamenti con funghi antagonisti preventivi: Micostep + Micoplus alla dose di 20ml/100mq (aggiungere sempre in questo caso un concime liquido organico di qualità (Biocarb 3.0.5) alla dose di 1-2ml/mq.

 

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