Le infestanti macroterme a foglia stretta

Le infestanti macroterme a foglia stretta

La maggior parte delle malerbe a foglia stretta sono ascrivibili alla famiglia delle graminacee e quindi “assomigliano” davvero tanto alle specie e varietà da tappeto erboso che coltiviamo nei nostri prati. Ecco spiegato il motivo per cui il loro controllo e la loro estirpazione sono davvero complicati. Ma il bravo operatore riesce a non temere questi inquilini indesiderati. Attraverso la semplice cura del giardino, mediante l’impiego di facili ed economici materiali Tempoverde e grazie all’ausilio di piccole tecniche agronomiche, esso riuscirà ad ottenere sempre un prato sano, robusto e bello.
Dispatch sprayable

Ma il bravo operatore riesce a non temere questi inquilini indesiderati. Attraverso la semplice cura del giardino, mediante l’impiego di facili ed economici materiali Tempoverde e grazie all’ausilio di piccole tecniche agronomiche, esso riuscirà ad ottenere sempre un prato sano, robusto e bello. Miscugli di sementi resistenti alla siccità ed al caldo, come Blue Country, concimi granulari antistress, come TurFeed Pro Doctor K o Nature Lab Long Time, agenti umettanti come Dispatch Sprayable, prodotti naturali come MicoStep, fertilizzanti liquidi come TurFeed Pro Balanced o TurFeed Pro Ultra K: ecco un elenco di “aiutanti” che rendono semplice, piacevole e veloce la corretta manutenzione del prato e la costante riduzione della possibile presenza di infestanti a noi sgradite.

Ma quando dobbiamo iniziare a “preoccuparci” della possibile invasione delle infestanti macroterme (estive) a foglia stretta? La natura, per fortuna, viene in nostro soccorso fornendoci delle caratteristiche fenologiche di alcune piante che ci segnalano la voglia e la capacità di germinare da parte delle citate malerbe. La fase di caduta dei fiori con emissione delle foglie da parte della Forsythia (classico cespuglio con fioritura primaverile gialla e poi successivo sviluppo delle foglie), la formazione degli scapi fiorali con apertura dei petali da parte del lillà, le fioriture del biancospino e/o della robinia pseudo-acacia, sono tutti degli aspetti naturali che indicano la possibile invasione delle macroterme graminacee. Invasione che si protrarrà poi per tutto il periodo estivo fino all’arrivo dell’autunno. E proprio quindi a partire da questa fase di tarda primavera che deve proseguire per tutta l’estate che il bravo operatore deve potenziare il suo prato con una gestione corretta dell’irrigazione (pochi interventi, ma con quantitativi di acqua abbondante), con concimazioni a lenta cessione mirate e costituenti un profondo apparato radicale (tipo TurFeed Pro Doctor K), con il miglioramento e l’incremento dell’attività microbica utile attraverso l’impiego di bioattivati naturali (tipo MicoStep) e/o ancora attraverso il corretto grado di umettazione del terreno mediante tensioattivi (come Dispatch Sprayable o Aqueduct).

Le specie infestanti maggiormente presenti nell’areale italiano possono essere annuali o pluriennali. Al primo gruppo sono ascrivibili le specie Digitaria (sanguinalis, ischaemum, ecc.), Setaria (viridis, verticillata, italica, ecc.), Echinocloa crus-galli (meglio conosciuta come giavone) ed Eleusine indica. Tra le infestanti macroterme perenni ricordiamo il Cynodon dactylon (gramigna), il Paspalum dilatatum, il Paspalum notatum e il Sorgum halepense (sorghetta da rizoma). La nuova regolamentazione sull’impiego di prodotti fitosanitari sui tappeti erbosi (PAN) ha praticamente eliminato in numerosi campi ed ambienti l’impiego di prodotti chimici (diserbanti) per il controllo delle malerbe. Quindi risultano sempre più determinanti le corrette pratiche agronomiche di manutenzione e l’impiego dei corretti mezzi tecnici di coltivazione. La prevenzione, anche in questo caso, diventa di gran lunga la linea da perseguire. In questa direzione si pone perciò Tempoverde, con l’ausilio della squadra dei suoi tecnici sempre a disposizione del mercato e dei professionisti, per definire le migliori tecniche agronomiche e per discernere tra le varie proposte commerciali di prodotti ed ottenere al minor costo possibile, tutti i benefici di un bel prato.

I prati fioriti. Tripudio di colori e profumi.

I prati fioriti. Tripudio di colori e profumi.

Che cos’è un prato fiorito?

Il prato fiorito può rappresentare un’ottima alternativa al classico tappeto erboso. Chi ama le campagne in fiore può pensare di allestire un prato ad hoc, ricco di colori e profumi.

In dettaglio, si tratta di un miscuglio di semi di diverse specie da fiore. Le miscele più corrette per la coltivazione di un prato fiorito prevedono un mix di semi di diverse specie spontanee, che possono essere di tipo annuale, biennale (o pluriannuale) e perenne. Ne sono un esempio il fiordaliso, il papavero, la salvia dei prati, ecc. Queste specie sono in grado di dare fioriture in tempi diversi così da regalare una grande quantità di paesaggi unici.

Per facilitare l’impianto e la cura di questi fiori di campo, Tempoverde ha preparato una piccola guida con alcuni semplici concetti di riferimento per la semina e la manutenzione che sono la valutazione del terreno, la presenza d’infestanti, la preparazione del terreno, la semina e la manutenzione.

Analizziamo passo dopo passo questi 5 punti.

Valutazione del terreno: la scelta del sito d’insediamento e le sue caratteristiche pedologiche sono elementi fondamentali per la scelta della corretta miscela da impiantare. Parametri fondamentali da tenere in considerazione sono la tessitura e la struttura del terreno, così come le sue principali caratteristiche chimiche (pH, CSC, ecc.). Anche elementi quali esposizione, ombra, pendenza, ecc., vanno presi in considerazione nella formulazione tecnica del miscuglio da utilizzare.

Presenza d’infestanti: essenze ad andamento prostrato e/o a rosetta con organi di propagazione vegetativa (Cynodon dactylon, Equisetum spp. Convolvolus spp., ecc.) sono elementi di importante disturbo per l’impianto dei prati fioriti. Occorre quindi intervenire preventivamente con specifici diserbanti a largo spettro ad azione non residuale (glyphosate, ove ammesso, o acido pelargonico), probabilmente con più trattamenti. La tecnica della falsa semina è senz’altro un’operazione assai efficace nel diminuire in maniera importante la banca semi delle infestanti naturalmente presenti nel terreno e competitrici nei confronti dei prati fioriti.

Preparazione del terreno: deve essere fatta in maniera superficiale, affinando il terreno in maniera adeguata per permettere l’emergenza anche dei semi più piccoli. L’applicazione di fertilizzanti di fondo è corretta in caso di terreni poco fertili e ricchi di scheletro correggendo le carenze strutturali con prodotti della linea Tempoverde a dosaggi contenuti (Gro-Power e/o Nature Lab). Tuttavia occorre evitare un eccesso di fertilità in quanto eccessive spinte vegetative porterebbero a sviluppi smodati della parte aerea a scapito delle fioriture.

Semina: la quantità di seme fornita dal produttore deve essere rispettata per gli stessi motivi sopra esposti. Le quantità di semina più alte andranno prese in considerazione nei siti più difficili e poveri. Comunque in ogni caso non si devono interrare i semi troppo in profondità, pena la mancata germinazione degli stessi (non oltre 1 cm). I Prati fioriti possono essere seminati in primavera o in autunno. Con una semina primaverile, le prime fioriture avverranno in estate grazie alle specie annuali; con una semina autunnale la comparsa dei primi fiori sarà nella primavera successiva. E’ comunque preferibile una semina autunnale.

Irrigazione: è necessario mantenere umido il terreno dopo la semina fino all’emergenza delle piante dopodiché non è più richiesto alcun apporto irriguo. Un’eventuale irrigazione di soccorso può essere presa in considerazione dopo prolungati periodi di siccità.

Manutenzione: in fase di manutenzione i prati fioriti si avvantaggiano di apporti azotati mirati anche in un’unica soluzione/anno (10-15 g/m2 Gro-Power Premium 10.2.5) da somministrare nel periodo autunnale. Dopo la fioritura estiva, in autunno inoltrato, occorre operare uno sfalcio di pulizia senza raccolta dei residui (taglio mulching) ad un’altezza di circa 12-20 cm al fine di permettere il naturale disseminamento delle specie annuali.

Tempoverde ha sviluppato una linea completa di miscele fiorite che spaziano da mix con un limitato sviluppo in altezza (Universel) a elementi di richiamo per gli insetti utili pronubi come le api (Naturel), da composizioni composte da essenze annuali e perenni (Rustiques e Fleurs des Champs) a fioritura adatta anche in condizioni disagevoli (Ombrages).

Per ogni esigenza, la pronta risposta Tempoverde!

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