25 maggio. Il Toro torna a casa!

25 maggio. Il Toro torna a casa!

La data del 25 maggio 2017 rappresenta un momento fondamentale per la storia del Torino FC: rinasce a tutti gli effetti la casa granata del mitico Filadelfia! Il tempio del granatismo riprende forma e vita con impianti e strutture all’avanguardia, degne di una società di calcio dal passato glorioso e dal futuro promettente e brillante.

Sono stati progettati, costruiti e portati nella fase di prima manutenzione n° 2 terreni di gioco atti ad ospitare gli allenamenti della prima squadra e le partite interne della formazione Primavera.

Entrambi i campi possiedono specifico impianto di riscaldamento ad acqua (serpentine sotterranee riempite con acqua calda a temperatura controllata da tecnici) per poter dare in ogni momento la fruibilità della superficie di gioco.

L’impianto d’irrigazione è stato studiato secondo gli ultimissimi dettami tecnici con l’impiego di n° 24 irrigatori/campo al fine di ottimizzare sempre ed in ogni condizione climatica la distribuzione dell’acqua.

Il substrato di coltivazione è stato preparato con materiale leggero, sciolto, di natura silicea, per evitare i pericolosi problemi di compattazione e di asfissia radicale.

Ma la parte più importante? L’erba?

E qui, scende in campo Tempoverde.

Tempoverde ha “messo in gioco” la propria passione, la propria competenza e professionalità, la propria esperienza, le proprie eccellenze in termini di ricerca e sviluppo e naturalmente i propri materiali selezionati, tecnicamente e geneticamente all’avanguardia.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti, dagli addetti ai lavori fino ai tifosi: due campi di gioco eccezionali, con prestazioni pressoché perfette!

Sono state utilizzate delle varietà che rendono minime le necessità in termini di difesa, nel pieno rispetto delle direttive eco-ambientali imposte dal Piano d’Azione Nazionale. Le sementi endofizzate Tempoverde, infatti, manifestano dei caratteri di resistenza del tutto naturale nei confronti delle principali patologie e dei più importanti insetti dannosi.

Ma anche l’aspetto di consumo di acqua è stato preso in considerazione: le Poe pratensis inserite nella miscela rappresentano un punto d’arrivo nel risparmio idrico con esigenze irrigue davvero ridotte.

Blue Stadio è il nome della miscela utilizzata per rendere il complesso del Filadelfia la giusta dimora del Torino FC. Tale materiale è utilizzabile in ogni situazione di tappeto erboso sottoposto ad alto calpestio, dal campo professionista fino alle situazioni amatoriali. Questo perché Tempoverde, forte della sua leadership di mercato, riesce a coniugare l’aspetto qualitativo con un prezzo decisamente alla portata di tutti.

Anche per la prima fase di manutenzione Tempoverde ha fornito in toto il proprio contributo, assecondando e migliorando la fertilità del substrato di coltura attraverso prodotti come Gro-Power Plus w/M 5.3.1 e rendendo perfetta ed uniforme la germinazione e la nascita delle plantule mediante l’impiego del concime a lenta cessione ad azione starter a nome TurFeed Pro NewLife 17.22.10.

I terreni di gioco sono ormai da quasi un anno sotto il controllo Tempoverde. TurFeed Pro Speedball 24.5.10 e TurFeed Pro Doctor K 14.5.25 rappresentano l’ossatura di tutto il piano di fertilizzazione e nutrono in maniera costante, precisa ed uniforme il manto erboso dei due campi.

Ci piacerebbe poi sottolineare a gran voce la piena volontà, condivisa da tutte le parti in causa (Tempoverde, Fondazione Filadelfia, Torino FC), di condurre una manutenzione naturale ed eco-compatibile.

In questo senso è stato largo impulso all’impiego di bioattivati, tipo MicoStep, MicoPlus e MicoLeaf in associazione a TurFeed Pro Biocarb 3.0.5, elementi naturali di prevenzione delle malattie, che hanno svolto in maniera perfetta la loro funzione con la totale salvaguardia della salute degli operatori, di tutte le persone che abitano nei vicini palazzi e, naturalmente, dell’erba stessa.

E con grande soddisfazione possiamo anche noi dire: 25 Maggio 2017, il Toro ritorna finalmente a casa!

Slicing. Quando farlo e come.

Slicing. Quando farlo e come.

All’uscita dall’inverno, nei prati dei climi continentali, ma ormai sempre di più anche in ambiente mediterraneo, si manifesta la presenza eccessiva di acqua sopra e dentro il terreno.

In parte lo scioglimento dell’eventuale coltre nevosa, in gran misura le precipitazioni più abbondanti del periodo, ma soprattutto la limitata evaporazione del terreno e traspirazione delle piante, sono la causa di questo fenomeno.

Tutto ciò comporta uno scompenso a livello radicale per quanto concerne gli scambi gassosi, riducendo le quantità di aria tellurica e causando ritardi ed evidenti difficoltà nello sviluppo radicale delle essenze da tappeto erboso.

Se a tutto questo si associa un fotoperiodo breve dovuto alla stagione (bassa quantità di ore di luce), temperature fredde e magari patologie fungine, il risultato, nella migliore delle ipotesi, è un prato “stanco”, asfittico ed in forte disagio.

A questo proposito sono di fondamentale importanza i costituenti macroscopici del terreno che per un tappeto erboso dovrebbe avere la seguente composizione percentuale ideale:

  • 45-65% frazione solida
  • 20-30% aria tellurica
  • 15-25% acqua

Questo perché un terreno ben strutturato e quindi adatto alla coltivazione deve presentare dei macropori (nei quali viene immagazzinata l’aria) e dei micropori (nei quali viene trattenuta l’acqua).

Quello che a livello macroscopico si verifica durante l’inverno altro non è che il conseguente ristagno idrico con eccessiva presenza di acqua superficiale e sotterranea e conseguente riduzione della quantità d’aria nel terreno.

Le piante, come tutti gli organismi, e in particolar modo le radici, hanno bisogno dell’ossigeno e degli altri gas disciolti nell’aria per compiere le proprie funzioni vitali. Senza aria non c’è vita e nel caso specifico, senza la presenza della parte gassosa nel terreno non c’è alcun sviluppo radicale.

 

Come intervenire

Lo SLICING (“affettatura” in Inglese) è una delle operazioni agronomiche volte a ripristinare un corretto scambio gassoso atmosfera/terreno per fare in modo che nei substrati di coltura sia presente l’aria in maniera sufficiente.

Si tratta di operare, attraverso l’ausilio di semplici macchine semoventi o trainate, dei tagli nella superficie del terreno per una profondità tendenzialmente non superiore a 5-7 cm., in modo da rompere la “crosta” superficiale del terreno, dura ed impermeabile, far entrare dell’aria all’interno e dare la possibilità di una minima evapotraspirazione dell’eventuale acqua in eccesso. Il terreno non viene assolutamente smosso e non si viene a perdere la continuità e l’uniformità del tappeto erboso preesistente nell’area oggetto di lavoro.

Con questa semplice operazione non solo si agisce sulla quantità dell’aria nel suolo (sviluppo radicale), ma anche sulla qualità della medesima, aumentando la quantità di ossigeno e riducendo quella di anidride carbonica. Questo semplice passaggio comporta quindi una diminuzione potenziale del futuro sviluppo di malattie fungine e dell’eccessiva presenza di feltro.

 

Dopo lo slicing

A questo proposito, dopo l’operazione di slicing, si consiglia d’intervenire per il controllo del feltro e per il ripristino della fertilità del terreno con una miscela liquida a base di prodotti naturali, fertilizzanti e fortificanti, come MICOSTEP (dose 20 g/100 m2), MICOPLUS (dose 15-20 g/100 m2) e  TurFeed Pro SEAFORCE (dose 300-800 g/100 m2).

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