Scopriamo l’Agrostis Stolonifera

Scopriamo l’Agrostis Stolonifera

L’Agrostis Stolonifera è una microterma perenne appartenente alla famiglia delle Poaceae che colonizza il terreno tramite stoloni striscianti e che si sviluppa per accestimento. Se lasciata crescere liberamente senza essere tagliata può raggiungere un’altezza di circa 1 mt. Il range di temperatura entro il quale la pianta si sviluppa è compreso i 16 ed i 24°C.

I punti di forza

Sebbene le agrostidi possano essere utilizzate anche per la formazione di tappeti erbosi ornamentali di grande pregio, risultano essere prevalentemente e largamente impiegate nei percorsi golfistici proprio per le sue peculiari caratteristiche morfologiche e fisiologiche.

La capacità di formare numerosi culmi laterali a portamento prostrato, lo sviluppo di getti laterali che consentono un rapido recupero vegetativo in seguito ad un danno subito dalla caduta della pallina (pitch mark), la formazione delle caratteristiche foglie molto fini che costituiscono dei tappeti erbosi particolarmente densi, nonché la capacità di tollerare tagli molto frequenti a circa 2-6 mm di altezza, rendono la agrostide la specie da green per antonomasia. Le medesime caratteristiche, associate anche ad una buona resistenza alle patologie fungine, la definiscono altresì (anche se meno utilizzata in Italia per questo scopo) come una delle migliori soluzioni anche per la realizzazione dei fairway e dei tees.

I punti deboli

I punti deboli delle agrostidi rispetto ad altre specie sono viceversa una maggior sensibilità al Pythium bligt, nonché la tendenza, data la vigoria degli ibridi moderni, di produrre feltro che però può essere controllato tramite adeguate operazioni agronomiche (spazzolatura, verticut, top dressing ecc.) ed una corretta gestione della concimazione Azotata.

Si consideri a riguardo che a seconda delle condizioni (calpestio, tipologia del substrato, ecc.) l’apporto di Azoto non deve superare le 80-140 unità annue per le nuove varietà (Penn A4, Pure Distinction, ecc.,) mentre le varietà più vecchie (Penncross, L-93, ecc.) necessitano maggior quantità di apporti e prossimi alle 200 unità annue.

Il falso mito sull’irrigazione

Per quanto riguarda l’irrigazione, le agrostidi rispetto ad altre specie tipicamente utilizzate per la realizzazione di tappeti erbosi, sono considerate a torto tra le più esigenti e che meno tollerano carenze idriche in particolare in condizioni di taglio basso. Se questo può essere vero per alcune varietà caratterizzate da apparato radicale corto e poco fascicolato, non è assolutamente vero per altre varietà che si caratterizzano per resistenza alla siccità ed al caldo superiori a tutte le altre specie micro-terme e che sono in grado di riparare con la dormienza le condizioni più estreme, assicurando così la sopravvivenza del manto erboso esistente. Sui social media e nei commenti delle associazioni di Superintendents si trova testimonianza dei moltissimi casi sui fairways, sui tees e sui greens pushed-up dove tale comportamento è stato verificato.

Il miglioramento genetico

Negli ultimi anni l’intenso lavoro effettuato di miglioramento genetico e di selezione ha consentito di ottenere numerose varietà dotate di portamento e caratteristiche diversificate e che pertanto si prestano ad impieghi differenti e che sono notevolmente evolute rispetto alle prime Agrostis selezionate dalle piante selvatiche.

In particolare il lavoro dei breeder negli ultimi anni si è orientato ad ottenere:

1) Aumento della densità del tappeto erboso tramite la capacità della pianta di creare un maggior numero di culmi per decimetro quadrato

2) Capacità di sopportare tagli molto bassi

3) Riduzione della formazione di feltro

5) Formazioni di stoloni aderenti al terreno

6) Resistenza alle malattie fungine

7) Resistenza al calpestio

8) Velocità di impianto, di colonizzazione e di recupero del divot e del pitch mark

9) tessitura, colore e caratteristiche estetiche

10) resistenza al caldo, al freddo, alla siccità

11) esigenze nutritive ridotte per il mantenimento della copertura uniforme e riduzione di interventi meccanici di verticut o grooming

 

Le varietà Tempoverde

Una tra le prime cultivar ad essere commercializzata e che ha avuto diffusione globale subito dopo essere introdotta nel mercato, è Penncross, ibrido di tre cloni selezionato nel 1954 dalla Pennsylvania State University.

Una varietà che Tempoverde distribuisce in esclusiva da circa 35 anni, dalla colorazione verde medio scura, rapida nell’insediamento e piuttosto aggressiva nei confronti della Poa annua.

Penncross presenta ancora caratteristiche interessanti, quali per esempio una buona adattabilità alle diverse condizioni ambientali, buona resistenza al Dollar Spot ed una discreta capacità di recupero dopo il danno meccanico.

L’altezza di taglio ottimale è di 4-8 mm e la densità dei culmi potenziale è di circa 1.022 per dm quadrato.

Uno dei difetti di Pencross, superato dai moderni ibridi, è la caratteristica di formare propaggini vegetative non perfettamente aderenti al terreno e che tendono a svilupparsi verso la fonte luminosa o comunque in modo non uniforme e influenzate dalle condizioni ambientali che possono essere differenti all’interno di un medesimo green.

Tale fatto si traduce nell’avere un green meno giocabile, non perfettamente omogeneo e che crea ostacolo alla linearità del rotolamento della pallina.

Tra le moderne cultivar, oltre alle apprezzate serie A e G, particolarmente interessante e degna di nota è sicuramente Pure Distinction, una varietà di Tee2Green commercializzata in Italia in esclusiva da Tempoverde.

Si tratta di una tra le migliori varietà ad oggi disponibili sul mercato come dimostrato dalle prove NTEP (National Turf Evaluation Program, USA).

Derivata da Penncross, Penn A’s e Penn G’s è l’Agrostis ideale per la realizzazione dei green, caratterizzata da una colorazione verde brillante, con foglie molto fini e dense.

Forma oltre 3.000 culmi per dm2 e sopporta tagli frequenti e sotto i 2,5 mm di altezza. Molto aggressiva contro la Poa annua e dotata di ottima resistenza alle malattie ed al calpestio.

Ha una ottima capacità di recupero vegetativo, colonizzando velocemente i pitch marks e le zone prive di erba.

Una ulteriore varietà interessante di Tee2Green e disponibile esclusivamente in Tempoverde è Crystal Blue Links.

Una varietà che si presta ad essere impiegata per la realizzazione su tutte le superfici golf a taglio frequente. La colorazione è verde intenso, la crescita è verticale. Produce circa 2.500 culmi/dm2.

È molto rustica ed infatti i principali pregi di questa varietà sono l’ottima resistenza al Dollar Spot ed al Brown Patch, la scarsa produzione di feltro, la resistenza agli sbalzi termici nonché alla carenza idrica. In aree ombreggiate dove finora non esistevano specie in grado di prosperare, Crystal Blue Links è un grado di formare un tappeto erboso più’ che soddisfacente.

Secondo le prove NTEP è la più rapida nell’impianto e a colonizzare il terreno, di conseguenza presenta un’ottima velocità di recupero del divot.

Un’ulteriore varietà disponibile da pochissimo sul mercato italiano e che Tempoverde ha in esclusiva è Pure Select.

Di colore verde medio-scuro con crescita verticale, molto aggressiva contro la Poa annua e che secondo le prove NTEP nelle prove sui fairway, ha presentato la migliore densità e la tessitura più fine

Molto resistente a Brown Patch, Microdochium, Dollar Spot ed in particolare al Pythium Blight.

Non soffre gli sbalzi climatici e tollera ottimamente il calpestio. Presenta inoltre una tolleranza decisamente superiore, se confrontata con altre cultivar, alla salinità del terreno e dell’acqua di irrigazione.

Secondo le prove NTEP risulta essere una delle varietà più performanti a crescere in condizioni di scarsa illuminazione.

La ripresa vegetativa primaverile di Pure Select è veloce e la qualità del tappeto erboso che forma è eccezionale durante tutto l’anno.

Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Cosa Succede Al Tappeto Erboso d’Estate?

Lo sviluppo del tappeto erboso è strettamente influenzato dalle temperature, e proprio in correlazione con le temperature di crescita, le specie che lo compongono si possono suddividere in due gruppi: le specie microterme che prediligono le zone temperate e le specie macroterme adatte alle zone tropicali e sub-tropicali.

La zona di transizione separa la fascia climatica temperata da quella sub-tropicale, e l’Italia è una tipica zona di transizione. In questa zona convivono macroterme e microterme ai limiti dei rispettivi range termici. La zona di transizione è quella che richiede maggiore attenzione nella gestione dei tappeti erbosi perché in inverno le temperature sono tanto basse da indurre stress alle macroterme, mentre in estate si hanno temperature elevate che sfavoriscono le microterme. In Italia le specie da tappeto erboso più utilizzate appartengono alle microterme, fanno parte della sottofamiglia delle Festucoideae ed appartengono ai generi Agrostis, Festuca, Lolium e Poa. Tra qualche giorno le microterme si troveranno ad affrontare alte temperature per lunghi periodi e appena si supereranno i 28-30°C i tappeti erbosi cominceranno a soffrire. Infatti non dobbiamo dimenticarci che le graminacee microterme crescono al meglio con temperature dell’aria tra i 15 e i 25 °C circa e con temperature del suolo tra i 12 e 20°C circa. Ovviamente le prime influenzano la parte fogliare mentre le seconde condizionano sostanzialmente gli apparati radicali.

Ma cosa accade ai nostri tappeti erbosi quando le temperature estive superano le soglie di corretto sviluppo?

Purtroppo i processi fotosintetici del tappeto erboso perdono di efficacia, l’attività enzimatica aumenta eccessivamente e con essa anche la respirazione. Le piante di microterme faticano sempre più a metabolizzare la CO2 presente nell’aria a scapito di una sempre più ridotta crescita fogliare e radicale, e l’eccessiva respirazione notturna aumenta il consumo degli zuccheri di riserva. Il tappeto erboso accresce la sua traspirazione per espellere più calorie possibili dai suoi tessuti cercando di evitare la fisiopatia estiva più pericolosa e cioè il surriscaldamento dei tessuti. Infatti temperature superiori ai 38°C possono provocare gravi stress termici soprattutto al Lolium perenne: con queste temperature si raggiunge una soglia in cui le reazioni metaboliche aumentano sino allo squilibrio con il risultato della denaturazione delle proteine e la morte dei tessuti.

Tre operazioni per ridurre questi stress nelle ore più calde della giornata

  1. Una delle operazioni più importanti da eseguire è sicuramente quella di alzare l’altezza di taglio regolando le macchine operatrici sopra i 5 cm per i tappeti erbosi ricreativi e ornamentali, e non sotto i 3 cm per i tappeti erbosi sportivi (dove possibile). In questo modo le specie microterme avranno a disposizione una maggiore quantità di lamina fogliare per aumentare sia la superfice a fotosintesi, sia la superfice traspirante indispensabile per il dissipamento del calore in eccesso.
  2. Un’altra, è la concimazione con fertilizzanti ricchi di potassio e con un basso contenuto di azoto. Il potassio ha un posto di assoluto rilievo tra gli elementi nutritivi che compongono il tappeto erboso e a differenza di altri elementi riveste una fondamentale importanza quale regolatore dei processi fisiologici. Il più importante processo fisiologico che svolge il potassio rispetto al periodo caldo che sta arrivando è quello del controllo della traspirazione dei tessuti e quindi l’aumento della resistenza alla siccità e la maggior tolleranza alle alte temperature estive. Per questi motivi Tempoverde consiglia i suoi fertilizzanti granulari specifici per la nutrizione estiva Doctor K 14-5-25, Long Time 15-5-22 e il fertilizzante liquido Ultra K.
  3. È anche molto importante compensare il deficit idrico delle essenze coltivate durante il periodo estivo con il corretto apporto di acqua di irrigazione. Lo stress idrico interrompe molti processi fisiologici quali fotosintesi, respirazione, sintesi di ormoni e assorbimento di nutrienti. La siccità determina inoltre stress di tipo ossidativo nelle piante da tappeto erboso, e questo è associato a un decremento nell’attività degli enzimi antiossidanti. Molti autori hanno indagato sugli effetti della frequenza d’irrigazione, evidenziando che se è troppo elevata induce uno sviluppo radicale poco profondo e aumenta lo sviluppo di malattie e infestanti, mentre una programmazione meno frequente può migliorare i meccanismi di resistenza alla siccità, così come la profondità dell’apparato radicale ed un ispessimento della cuticola. La quantità di acqua necessaria dipende comunque da molti fattori e tra i principali ricordiamo ovviamente il tipo di terreno ma soprattutto le cultivar utilizzate. A tal proposito ricordiamo che Tempoverde è l’unico membro europeo di TWCA, un’associazione senza scopo di lucro, fondata negli Stati Uniti il cui obiettivo è quello di Individuare le cultivar tolleranti a siccità prolungata, individuare le cultivar con maggior resilienza e quantificare il risparmio idrico di queste varietà.

TWCA, la miglior soluzione

Da quest’anno Tempoverde ha ben 3 varietà classificatesi TWCA e sono a vostra disposizione nelle miscele della linea  Blue come per esempio il Blue Country Naturactive.  Regolate quindi la vostra irrigazione con 3 turni settimanali da 9 litri/mq l’uno. Non superate i 27 litri/mq/settimana per la Festuca arundinacea e non più di 40 litri per le miscele a base di Lolium e Poa. Iniziate la mattina presto con una prima irrigazione, per poi eseguire dei syringing nelle ore più calde. La tecnica del syringing si basa su apporti minimi e frequenti di acqua, allo scopo di rinfrescare temporaneamente i tessuti del prato: l’effetto è nella pratica un abbassamento fino a 3-4 °C. Per questo risulta fondamentale intervenire più volte al giorno a partire dalle ore 12 in poi.

Anche gli apporti periodici di agenti umettanti concorrono a migliorare l’efficienza assorbente degli apparati radicali e le tecniche di irrigazione: Tempoverde è in grado di offrirvi una gamma completa di agenti umettanti di ultima generazione come per esempio i prodotti Aquatrols Revolution, Dispatch e Aqueduct.

Infine, allo scopo di fortificare il prato sul piano fisiologico, Tempoverde consiglia l’utilizzo di specifici biostimolanti studiati per la nutrizione tecnica a base di alghe e aminoacidi, ideali in momenti di stress o difficoltà: Vital Plus e Seaforce.

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