Tempoverde è distributore esclusivo di Aquatrols, un’azienda americana leder nello sviluppo di tecnologie che ottimizzano l’utilizzo dell’acqua nella coltivazione del tappeto erboso e che è punto di riferimento mondiale nella produzione dei surfattanti.

Negli anni  Aquatrols, attraverso anni di ricerca, ha perfezionate diverse molecole che possono essere utilizzate con diversi scopi e che sono presenti in Revolution, Aqueduct, Aqueduct Flex, Zipline, Firmway, Dispatch Sprayable e Primer Select.

Questi agenti umettanti, tutti disponibili in Tempoverde, sono diversi fra loro e se usati correttamente sono un’arma efficacissima per ottenere un tappeto erboso sano e di buona qualità.

Ma come facciamo a scegliere il prodotto che più ci è utile?

Osservando il prato possiamo sicuramente capire se lo stesso ha difficoltà ad assorbire acqua omogeneamente e se sono presenti sintomi di carenza idrica in alcune zone pur adottando le corrette pratiche irrigue. Ovviamente chi ha maggior esperienza sarà in grado di leggere la situazione in anticipo, mentre chi ne ha meno oppure non è quotidianamente sul campo, si renderà conto del problema più avanti e quando il prato già manifesterà le classiche chiazze secche o Dry Spot.

In ogni caso, quando ci troviamo a dover curare un problema già evidente i surfattanti da scegliere sono Aqueduct (liquido) e Aqueduct Flex (granulare).

Aqueduct è infatti il surfattante curativo per eccellenza, la sua molecola è studiata specificatamente per idratare e risolvere i problemi di dry spot riducendo rapidamente l’avvizzimento del tappeto erboso stressato.

Foto 1) Risultato dopo 13 giorni dal trattamento con Aqueduct

E’ bene sapere tuttavia che, soprattutto all’inizio della primavera, quando le temperature non sono eccessivamente alte e le piogge sono abbondanti è molto probabile che i nostri green non manifestino alcun sintomo associato all’idrofobia del terreno, ma le condizioni che li causano potrebbero essere già presenti nel profilo del top soil.

Di conseguenza, l’esclusiva analisi visiva del tappeto erboso ci porta spesso a rincorre il problema, perché il sintomo che manifesta il prato è causato da un problema preesistente del terreno.

Il terreno può essere Idrofobico ma il prato manifesta il sintomo solo in concomitanza di temperature più alte.

Come si può fare allora a diagnosticare l’idrofobia del terreno per tempo?

Il miglior modo è sicuramente quello di utilizzare uno strumento per la misurazione dell’umidità, così facendo riusciamo ad individuare se e dove ci sono differenze significative nel contenuto di acqua. Con l’igrometro potremo facilmente valutare se ci sono zone più secche e zone meno secche sia in superficie, ma anche più in profondità, lungo il profilo del terreno.

Foto 1) Idrofobia in superficie
Foto 2) Idrofobia negli strati più profondi del top soil

Non tutti però hanno a disposizione tale strumento e quelli eccessivamente economici non sono sempre garantiscono adeguata affidabilità.

Possiamo tuttavia risolvere il problema con un metodo empirico. Allo scopo dovremmo prelevare una piccola carota di terreno di almeno 16 cm, lasciarla asciugare e successivamente bagnarla con piccole gocce d’acqua lungo tutto il profilo..

A questo punto dovremo cronometrare il tempo che impiegano le gocce ad essere assorbite e valutare se le stesse sono assorbite omogeneamente o se alcune impiegano più o meno tempo di altre. Le gocce che permangono a lungo sul campione indicano un problema di idrofobia che può essere localizzato oppure diffuso a tutto il profilo del terreno/top soil.

Secondo le ricerche di Aquatrols possiamo affermare che se la goccia d’acqua permane più di 30 secondi sul campione abbiamo un problema di idrofobia.

L’analisi di questo campione inoltre ci fornisce anche lo spunto per capire quale agente umettante sia più opportuno utilizzare nel caso specifico.

Vediamo alcuni esempi:

Nella foto che segue, abbiamo un terreno fortemente idrorepellente lungo tutto il profilo. Sono altresì evidenti i segni di una carotatura che però non è stata sufficiente per la risoluzione del problema e per cambiare le proprietà del suolo. Le gocce d’acqua, infatti non vengono assorbite nemmeno in corrispondenza dei fori.

Foto 3) Terreno fortemente idrofobico

In questo caso è utile eseguire un primo trattamento primaverile con Aqueduct, la cui specifica molecola come abbiamo visto è in grado di idratare il suolo e correggere l’idrofobia. Successivamente, in primavera inoltrata, agire con trattamenti preventivi mensili (nei nostri climi l’ottimo sarebbe da aprile ad agosto) con Revolution, che consente una distribuzione omogenea dell’umidità nel terreno ed ottimizza il rapporto aria/acqua del substrato.

Gli effetti di Revolution nel suolo – a sinistra il testimone non trattato presenta ampie zone troppo secche. A destra il terreno trattato con un surfattante tradizionale mostra alcune aree eccessivamente umide. Al centro il terreno trattato con Revolution mantiene omogeneamente l’ottimale rapporto aria/acqua

Un ulteriore spunto di riflessione ce lo offrono le foto n. 4. Anche in questo caso è stata prelevata la carota del top soil e successivamente sono state applicate alcune gocce d’acqua. Analizzando l’immagine possiamo osservare che le stesse non sono state assorbite dal terreno in corrispondenza degli strati superficiali, mentre le gocce d’acqua applicate più in profondità sono penetrate adeguatamente nella carota.

Foto n. 4) Idrofobia negli strati più superficiali del terreno

Gli esempi potrebbero essere ancora molti, per semplicità operativa, pertanto propongo una tabella in cui vengono riassunti i principali problemi che possiamo riscontrare e quale strumento abbiamo per risolverlo:

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