In molti in questo periodo ci hanno mandato le foto del loro tappeto erboso attaccato dalle più comuni patologie fungine chiedendo aiuto per eliminare il problema senza però chiedersi il perché sia comparso e come fare per prevenirlo in futuro.

Esistono dei prodotti che aiutano a prevenire e circoscrivere alcune patologie fungine del tappeto erboso come il bioattivato MicoTouch che, combinato con batteri PGPR (MicoPlus) ed attivatori organici (TurFeed Pro Biocarb 3.0.5), rendono l’effetto ancora più manifesto e duraturo. Correre ai ripari però non deve essere la regola da seguire per un buon manutentore.

Uno dei fattori che bisogna tenere sempre in considerazione per evitare la comparsa di patogeni fungini è l’irrigazione: intesa non solo in termini di quantità e frequenza ma anche e soprattutto in termini di orario di intervento.

Esiste infatti un rapporto ormai certo tra l’orario di irrigazione e lo sviluppo delle più diffuse malattie fungine del tappeto erboso.

Evitate l’irrigazione nelle ore serali!

Il tessuto dei funghi è costituito in gran parte dall’acqua e la loro moltiplicazione e sviluppo è condizionata fortemente dalla sua presenza. Irrigando la sera infatti l’acqua rimarrebbe per tutta la notte sulle lamine fogliari aiutandoli a proliferare.

Quando è meglio irrigare il tappeto erboso?

Come regola generale il tappeto erboso dovrebbe essere irrigato sempre il mattino presto

Irrigando alle prime ore del mattino invece, a parità di millimetri d’acqua distribuiti, si otterrà un’ottima irrigazione al prato evitando però una bagnatura persistente delle foglie.

Infatti il sole sorgendo asciuga velocemente i tessuti fogliari riducendo all’origine il potenziale infettivo dei funghi presenti.

Inoltre, bagnando il tappeto erboso una o due ore dopo l’alba, si dilaverà la rugiada notturna pulendo il prato da spore o miceli fungini che risiedono proprio nell’acqua di condensa che si è creata nella notte.

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