QUALE ALTEZZA DI TAGLIO?

Ogni prato è costituito da diverse specie che presentano caratteristiche e comportamenti differenti. La consociazione corretta è studiata in maniera approfondita dalle aziende sementiere che addirittura arrivano a considerare le specifiche varietali prima di proporre sul mercato nuove formulazioni e miscele.

Ogni specie da tappeto erboso - e addirittura ogni varietà - presenta delle altezze ottimali di taglio al fine di rendere massime le sue performance qualitative e di robustezza.

Le gemme di accestimento (quelle che permettono lo sviluppo dell’erba) si trovano in una porzione basale definita colletto che può essere più o meno alta. Non si può tagliare una pianta al di sotto del suo colletto, pena la perdita della medesima o il suo decadimento precoce.

È questo il motivo fondamentale per cui una Festuca arundinacea non è in grado di sopportare le basse altezze di taglio, ad esempio, di un’Agrostis stolonifera.

Sbagliare la gestione delle altezze di taglio vuol dire rovinare in maniera definitiva un prato, rendendolo fortemente attaccabile dalle infestanti e dalle malattie.

In maniera esemplificativa possiamo considerare i seguenti intervalli di altezze di taglio riferite a singole specie e/o a miscugli che contengano in preponderanza la specie considerata:

  • Agrostis stolonifera (taglio elicoidale): 0,3-2 cm
  • Agrostis stolonifera (taglio rotativo): 1,6-2,5 cm
  • Poa pratensis (taglio elicoidale): 1,2-2,8 cm
  • Poa pratensis (taglio rotativo): 2,5-7 cm
  • Lolium perenne (taglio elicoidale): 1,2-3 cm
  • Lolium perenne (taglio rotativo): 2,5-8 cm
  • Festuca rubra (taglio elicoidale): 0,6-3 cm
  • Festuca rubra (taglio rotativo): 2,5-15 cm
  • Festuca arundinacea (taglio elicoidale): 3-5 cm
  • Festuca arundinacea (taglio rotativo): 3,5-10 cm
  • Cynodon dactylon (taglio elicoidale): 0,5-2 cm
  • Cynodon dactylon (taglio rotativo): 2-6 cm
  • Paspalum vaginatum (taglio elicoidale): 0,5-2 cm
  • Paspalum vaginatum (taglio rotativo): 2-7 cm

La regola generale per la gestione dei tagli e delle sue relative altezze è comunque quella di non rimuovere mai più di un terzo dello sviluppo dell’erba. In altre parole, individuata quale sia l’altezza ideale del prato (quella teorica e anche quella che si vuole ottenere) è bene non lasciarla ricrescere per più di un terzo di tale misura. Per regolare l’altezza di sfalcio, si può porre la falciatrice su una superficie piatta e misurare la distanza delle lame da terra (tosaerba di tipo rotativo).

In periodi di stress e/o in zone “difficili” (es: superfici in ombra, aree con competizione radicale, ecc.) si suggerisce di alzare l’altezza di taglio di almeno 0,5-1 cm. (prati ornamentali) rispetto alle tradizionali altezze di taglio consigliate, in quanto in questo modo le piante riescono ad accumulare una maggior quantità di carboidrati di riserva per superare le difficoltà e soprattutto riescono ad approfondire il loro apparato radicale, esplorando una maggior quantità di terreno. Inoltre l’erba più alta, aumentando l’ombreggiamento del suolo, riduce le perdite per evaporazione e previene la crescita e lo sviluppo di essenze infestanti.

Vogliamo ricordare ancora comunque e sempre 4 capisaldi della rasatura del prato:

  • Tagliare l’erba quando è asciutta
  • Tagliare l’erba nelle ore più fresche della giornata (meglio il pomeriggio)
  • Tagliare l’erba con lame ben affilate
  • Tagliare l’erba in senso alternato per evitare di creare solchi o compattare troppo il suolo