LA RIPRESA VEGETATIVA

Marzo.

Si alzano le temperature. Si allunga il fotoperiodo (ore di luce). Termina l’inverno ed inizia la primavera. La natura si risveglia dal suo torpore e riprende tutta una serie di funzioni vitali che esplodono nella rivegetazione di alberi, arbusti e prati.

Da bravo “naturalista”, l’esperto giardiniere asseconda questa fase della vita con tutta una serie di accorgimenti e di preparativi atti a rendere veloci e non traumatici il risveglio vegetativo e lo sviluppo dell’erba.

Risulta molto utile porre attenzione alle scorte di carboidrati di riserva che la pianta ha prodotto prima dell’inverno e consumato in tale stagione per avere ancora un po’ di “benzina” prima che il motore dell’erba parta a mille.

Ecco quindi che una leggera fertilizzazione di risveglio, permette di superare questa prima fase di crisi potenziale in maniera brillante ed immediata.

 

La fertilizzazione di risveglio

 

A tal proposito occorre utilizzare strumenti di lavoro adeguati e specificatamente studiati per l’occasione, come Nature Lab Energy 14.0.36. La sua formulazione, la scelta dei costituenti e la sua forma fisica (granulo fine ed omogeneo) permettono un’immediata assimilazione nelle giuste quantità da parte delle piante con una risposta fortemente positiva e favorevole.

 

Il colore riprende immediatamente vivacità, segno di una ripresa della fotosintesi clorofilliana necessaria per trasformare l’energia del sole in zuccheri e metaboliti utili per il tappeto erboso. L’alta percentuale di potassio, totalmente solubile, coadiuva e promuove lo sviluppo radicale, con formazione di nuove radici bianche e vigorose.

Fertilizzanti come quello appena citato, oppure come Premium Green 10.2.5 (http://tempoverde.it/prodotti/gro-power/premium-green-10-2-5/) sono degli strumenti molto efficaci in questa fase, poiché sono in grado di spingere le piante in condizioni favorevoli e si fermano in caso di eventuali ritorni di freddo, assai probabili ancora in questa fase nell’areale italiano (fasce costiere escluse).

All’uscita dell’inverno il prato può presentare una serie di piante leggermente disseccate e ricche di lignina, dal classico colore giallo paglierino.

L’arieggiatura in questo caso diventa un intervento fondamentale e benevolo per la salute del prato. Tale operazione (tagli verticali senza incidere il terreno) sfoltisce il campo da materiale ormai morto e prossimo alla decomposizione, facendo respirare il cotico, permettendo la circolazione dell’aria tra le foglie e diminuendo in maniera drastica l’eventuale formazione di malattie fungine.

Anche sul substrato di coltura (terreno) il bravo giardiniere deve dare un’occhiata, sia dal punto di vista fisico, sia da quello chimico e sia da quello microbiologico.

 

Come intervenire

 

L’azione invernale alternata del gelo e del disgelo potrebbe avere causato dei movimenti all’interno del terreno ed in taluni casi anche un leggero distaccamento delle radici dal suolo stesso. Una delicata rullatura per effettuare un assestamento del terreno può rivelarsi un’operazione assai indicata. Si noti bene che volutamente si è utilizzato il termine assestamento e non compattazione (fenomeno estremamente negativo). Ciò significa che lo strumento rullo deve essere “leggero” e distribuente il suo peso su di un’adeguata superficie per rispettare l’equilibrio tra micro e macroporosità del terreno.

Dal punto di vista chimico si consiglia di effettuare un’analisi del terreno per ottenere in maniera scientifica i dati inerenti gli elementi nutritivi minerali e le eventuali correzioni da apporre. A tal proposito esistono numerose strutture accreditate nell’intero territorio italiano ed i costi risultano ormai contenuti.

Nature Lab Energy e Premium Green 10.2.5, già ricordati prima, s’inseriscono prepotentemente anche nel capitolo nutrimento e correzione del terreno con risultati davvero stupefacenti.

L’aspetto della fertilità (microrganismi e sostanza organica) non va assolutamente dimenticato. L’impiego di semplici elementi liquidi come TurFeed Pro Seaforce (estratto a freddo di alghe) e/o di TurFeed Pro Switch On (combinazione di Potassio, chelati di Ferro ed aminoacidi) alle dosi consigliate di etichetta forniscono il giusto contributo di sostanza organica “nobile” e ristabiliscono l’equilibrio e l’attivazione della microflora microbica del terreno, fonte di vita e di fertilità.

Marzo, la natura si risveglia: non facciamo trovare il nostro prato ancora in pigiama!